C'è un momento, la sera prima di addormentarti. Quando hai spento il telefono, quando sei uscito dal ruolo che hai, quando ti distacchi da quello che gli altri si aspettano
In quel momento — brevissimo — sai qualcosa. Sai che la vita che hai costruito non ti somiglia più.
Vista dall'esterno funziona. Solo che non è la tua.
Forse hai fatto le scelte giuste. Quelle adulte, quelle responsabili — nel lavoro, in famiglia, nella vita che hai costruito per te e per gli altri.
E adesso ti chiedi come mai la cosa giusta ti stia lentamente spegnendo.
Hai fatto quello che andava fatto, e hai tenuto tutto insieme. Ma adesso ti accorgi che stai usando quasi tutta la tua forza solo per non lasciare cadere niente.
O forse ti sei accorto di aver fatto le scelte sbagliate, quelle che non ti hanno portato davvero nella direzione in cui pensavi di andare.
Oppure ti accorgi che le relazioni che contano — quelle con chi ami, con chi ti è vicino — sono diventate una recita. Siete nella stessa stanza ma non vi toccate realmente. Parli, ma non dici niente. E non sai più se è protezione o se hai semplicemente dimenticato come si fa.
Potresti costruire qualsiasi cosa con quell'energia. Invece la spendi per mantenere una forma che non ti appartiene, o ripensando agli errori che hai commesso.
Come puoi davvero utilizzare quella energia per andare nella direzione che ti appartiene?
La risposta non è aggiungere qualcos'altro. È togliere quello che copre il modo in cui funzioni già quando sei al meglio.
Due possibilità: Manerba del Garda il 17-18-19 aprile e CAGLIARI il 23 e 24 maggio
Questo non è un retreat per "stare meglio". È un laboratorio per tornare CHI SEI.
Se cerchi relax superficiale, vai in una spa. Se cerchi motivazione, vai a un corso di leadership. Questo è diverso.
Il mondo là fuori ti dice di aggiungere: più disciplina, più mindfulness, più strategie. Nel ReSonance lavorerai per TOGLIERE.
Il tuo problema non è che ti manca qualcosa. È che hai TROPPA roba addosso: troppi ruoli difensivi, troppe tensioni croniche nel corpo. Troppe narrazioni su chi "dovresti" essere.
La corteccia prefrontale — quella parte di te che pianifica, progetta, analizza — è straordinaria. Ti ha permesso di costruire tutto quello che hai.
Ma è anche quella che tiene in piedi l'armatura, che sorregge i ruoli, che controlla ogni movimento.
ReSonance va oltre.
Non si ferma alla tua storia o alla comprensione intellettuale. Lavora sul tuo sistema completo: corpo, mente, linguaggio.
Quando il corpo finalmente parla — quando il sistema nervoso decide che la difesa non serve più — la tensione si scioglie.
Non perché l'hai capita, ma perché il tuo corpo lo sa già.
È biologia. È quello che succede quando smetti di sostenere tutto con la volontà."
In quel momento, l'energia che usavi per 'tenere insieme i pezzi' torna disponibile. È quello che succede quando il corpo smette di difendersi.
A Manerba, spegniamo il rumore. Non per "trovare la pace", ma per vedere cosa rimane in piedi quando smetti di sorreggere tutto con la forza di volontà.
Quello che uscirà fuori dal Retreat sei Tu. Quello vero.
Vuoi informazioni? Chiedile qui o scrivimi su Whatsapp con il pulsante in fondo alla pagina
ReSonance Retreat Manerba del Garda
A Manerba del Garda da venerdì 17 a domenica 19 aprile 2026 e a CAGLIARI sabato 23 e domenica 24 maggio
Fuori da tutto per 3 giornate.
Per ricordare come sei davvero e come funzioni quando sei al meglio.
Un luogo tra i più belli d'Italia con una vista spettacolare sul Lago di Garda, un gruppo di persone che, come te, sono in ricerca.
Un processo che passa dal corpo, riallinea la mente, e cambia il modo in cui parli a te stesso — e al mondo.
Al centro di questo lavoro c'è una domanda.
È una domanda in cui stare.
Chi sono, quando smetto di raccontarmi la storia che ho imparato a raccontare?
Qui la lasci lavorare. E mentre lavora, qualcosa inizia a cadere: strati, ruoli, modi di stare in piedi che non sono tuoi.
Non cadono perché li capisci. Cadono perché il corpo, finalmente, ha abbastanza silenzio per lasciarli andare.
Quello che resta — sotto — non è qualcosa da costruire.
È uno spazio.
Da lì le decisioni sono semplici, e non devi convincere nessuno, neanche te stesso.
Da lì ti muovi, e basta: magari non hai ancora trovato la risposta, ma il fatto è che non ti serve neanche più la domanda.
Attraversare lo zero è il momento in cui il sistema nervoso smette di sostenere la difesa — e la Configurazione Generativa riemerge. Quando lo fai — e qualcosa cade davvero — tutto si muove insieme.
Il corpo si riorganizza. La mente si quieta, le emozioni trovano spazio.
Non succede in sequenza. Avviene stesso istante.
È per questo che il cambiamento regge anche dopo il Retreat.
Perché non stai aggiustando un singolo pezzo lasciando gli altri disallineati. Stai tornando a una configurazione che era già tua — dove tutto funziona insieme.
NOTA:
Il ReSonance Retreat si tiene in due location con una distribuzione dei giorni diversa — due giorni e mezzo a Manerba del Garda, due a Cagliari.
Il contenuto, la struttura e l'intensità dell'esperienza sono identici. E anche le ore di lavoro. Cambia solo il calendario, non quello che porti a casa.
Dallo sforzo alla presenza
Quella struttura che hai costruito — ruoli, strategie, protezioni — ti ha portato lontano.
Ma senti che non sei più tu.
ReSonance non aggiunge. Sottrae.
Toglie quello che non serve più.
Quando il rumore si ferma, quello che resta è uno spazio di possibilità.
Quanto ti sta costando in termini qualità della tua vita il fatto che non vedi le cose con lucidità?
Da quello spazio le cose diventano semplici.
Non devi convincere nessuno. Neanche te stesso.
Non sostituiamo una gabbia con un'altra. Non adottiamo nuove filosofie.
Arriva anche scettico. Meglio ancora.
Qui conta l'esperienza. Non la fede.
L'unica cosa che ti chiedo è di esserci. Di essere presente, per il tempo che sei qui.
Ti porti via qualcosa di semplice: una capacità di essere — nel corpo, nella mente, nel linguaggio — in cui quello che pensi, che scegli e che fai sono allineati.
Ed è un modo di essere a cui potrai accedere sempre dopo il Retreat. Perché non l'hai imparato. L'hai riconosciuto.
Cosa c'è di diverso qui
È un lavoro che passa dal corpo prima ancora che dalla comprensione intellettuale. E parte da un presupposto diverso.
Sotto tutto quello che hai aggiunto — le strategie, le protezioni, i modi di essere che hai imparato per sopravvivere — c'è qualcosa che SEI DA SEMPRE e che non hai avuto bisogno di costruire.
Qualcosa che funziona senza sforzo, e che sa già come muoversi.
C'è un modo di funzionare che è già tuo. Non l'hai imparato — ci sei nato.
È quello stato in cui le decisioni sono ovvie, l'azione è fluida, e non devi convincere nessuno di niente, neanche te stesso. È il modo in cui funzionavi prima di imparare a proteggerti.
Da bambino sentivi tutto. Poi hai scoperto che abbassare il volume funzionava — sentivi meno male. Così hai continuato. Strato dopo strato, anno dopo anno. Ogni volta che qualcosa faceva troppo male, aggiungevi protezione.
Quella protezione ti ha permesso di costruire tutto quello che hai. Il problema è che adesso non ti protegge più. Ti imprigiona.
E c'è un difetto nel meccanismo: non puoi abbassare il volume selettivamente. Quando chiudi un canale, si chiudono tutti.
Blocchi il dolore e blocchi anche il piacere. Blocchi la paura e blocchi anche la vitalità.
Il ReSonance lavora su questo.
Non aggiungiamo nuove strategie o tecniche. Togliamo gli strati che coprono la Configurazione Generativa — il modo in cui funzioni quando sei al meglio.
Il corpo sa già come tornare lì. Ha solo bisogno di abbastanza silenzio per ricordarselo.
Quando il sistema nervoso registra che la minaccia è finita — non quando lo capisci, quando il corpo lo registra — la tensione si scioglie da sola. L'energia che usavi per tenere in piedi l'armatura torna disponibile.
Non è motivazione. Non è forza di volontà. È biologia.
Cosa facciamo in questi giorni
Non è un seminario: non prenderai appunti (a meno che non voglia) e non ci sono slide. Non è terapia di gruppo: non ci sediamo in cerchio a raccontarci il passato sperando che qualcuno ci consoli.
Il ReSonance è un processo esperienziale e somatico. Lavoriamo su tre livelli, contemporaneamente:
1. Il lavoro mente-corpo-linguaggio
Il tuo corpo sta raccontando una storia. È quella che vuoi vivere?
Gran parte di ciò che chiami "il mio carattere" — le tue esitazioni, le tue reazioni automatiche, il modo in cui ti presenti al mondo — non è nella tua mente. È cablato nei tuoi muscoli, nel tuo respiro, nella configurazione stessa del tuo sistema nervoso.
È la tua biografia che è diventata biologia.
Puoi parlarne per anni. Puoi analizzare i tuoi problemi finché non ne capisci perfettamente la logica. Ma, come dico spesso, la comprensione cognitiva è il premio di consolazione. Se il tuo corpo è configurato per la sopravvivenza e la difesa, la tua mente non avrà altra scelta che generare pensieri di sopravvivenza e difesa. Non puoi pensare una nuova realtà usando un vecchio corpo.
In ReSonance non facciamo "ginnastica" e non siamo qui per "aggiustarti" o farti rilassare. Non sei rotto.
Usiamo mente, corpo, linguaggio per superare l'interferenza della mente analitica e andare direttamente alla fonte: la configurazione che sostiene la tua storia attuale. Stiamo riportando il tuo corpo ad uno stato di prontezza — quella posizione di "sicurezza biologica" e potenza da cui sei nato, prima che il mondo ti insegnasse a contrarti per adattarti.
Il corpo torna a guidare con chiarezza, la mente smette di combattere e inizia a seguire.
Questa è la differenza tra cercare di cambiare e diventare il cambiamento.
2. Il lavoro diretto
Lavorerai con me e in piccoli gruppi. Non per analizzare il perché hai i tuoi problemi, ma per guardare come li stai costruendo adesso, in tempo reale.
Smontiamo la storia che ti racconti. Guardiamo in faccia i vantaggi nascosti che ottieni restando bloccato — e i costi che stai pagando. Quando vedi il meccanismo, smetti di esserne l'effetto.
3. Il campo
Non puoi risolvere un problema nello stesso ambiente che lo ha creato.
Per questo siamo residenziali, fuori dalla tua vita normale. Niente ruoli da mantenere. Stare in un gruppo di persone che non cercano di sembrare brave — ma che sono lì per essere vere — crea un effetto specchio potente.
Vedrai altri attraversare i tuoi stessi blocchi. E gli altri vedranno te, senza le maschere che ti porti dietro in ufficio o in famiglia.
Ci sono momenti di silenzio. Ci sono momenti di intensità alta. Ci sono momenti in cui si ride molto — perché l'ego, visto da fuori, è ridicolo. Non impari cose nuove. Disimpari quelle vecchie che non ti servono più.
Cosa succederà nel ReSonance:
Quando torni alla Configurazione Generativa, alcune cose cambiano da sole:
1. Smetti di rincorrere
Conosci quella sensazione: ti svegli e sei già in ritardo. Rispondi, gestisci, rincorri. Credi che sia responsabilità e ruolo, ma è solo sopravvivenza.
C'è un altro modo di stare dentro le cose.
Muoverti da un punto fermo, invece di reagire a quello che arriva.
E quando lo trovi, la tensione smette di avere presa su di te. E ritorni capace di sentire esattamente dove è il tuo centro, e senti che sei capace di scegliere da lì.
2. La voce che ti giudica si quieta
C'è qualcuno dentro che non smette mai di valutarti. Ti dice che non basta e che devi dimostrare ancora.
Hai provato a farlo stare zitto coi risultati ma non ha funzionato.
Qui non lo combatti. Gli togli quello che lo nutre.
Quello che resta è uno spazio sicuro dove puoi stare senza doverti giustificare con nessuno, neanche con te.
3. Quello che avevi messo via riemerge e diventa una risorsa
A volte, quando il rumore si ferma, emerge quello che avevi nascosto — anche a te stesso.
Emozioni che non avevi tempo di sentire e cose che avevi deciso di non guardare.
Gli dai spazio e smettono di spingerti da sotto.
Magari non è sempre comodo.
Ma è l'unico modo perché le tue ombre smettano di governarti senza che tu lo sappia.
4. Torni a sentire
C'è un tipo di intorpidimento a cui non riesci a dare un nome. Non senti più niente, come se qualcuno avesse abbassato il volume della tua vita fino a zero.
È successo mentre facevi tutto quello che dovevi fare.
Al Retreat il volume si rialza. Il corpo ricomincia a parlare — e tu ricominci ad ascoltarlo.
5. L'azione smette di essere una lotta
Sai cosa vuol dire spingere un macigno in salita: ogni cosa richiede sforzo.
Ti dici che sei pigro, bloccato, che ti manca disciplina.
La verità è un'altra: stai combattendo contro una struttura che non è tua. Quando quella struttura cade, l'azione diventa semplice.
Fai le cose perché farle è naturale.
6. Vedi più lontano
La maggior parte dei tuoi orizzonti sono troppo vicini.
Non è che ti manca ambizione, è che a volte li hai scelti per non rischiare troppo.
Quando allinei mente, corpo e linguaggio la tua capacità di vedere oltre cambia scala.
Lasci emergere qualcosa che prima non osavi guardare.
7. La tua cerchia si allarga.
Prima vedevi soprattutto te stesso — le tue esigenze, i tuoi obiettivi, le tue paure.
Lo facevi per sopravvivenza, il più delle volte. Quando la tensione cade, lo spazio si apre.
Inizi a vedere davvero le persone intorno a te — non come ostacoli o risorse, ma come sono.
Quando non sei più in difesa, puoi finalmente permetterti di guardare oltre.
8. Le relazioni smettono di essere un campo di battaglia
Sai cosa vuol dire stare con qualcuno e sentirti solo. Parlare e non essere sentito. Oppure il contrario: chiuderti prima ancora che l'altro apra bocca, perché sai già come andrà a finire.
Non è che non ami. È che l'armatura che ti protegge dal mondo protegge anche da chi vorresti lasciar entrare.
Quando quella protezione si scioglie, qualcosa cambia. Non diventi vulnerabile nel senso debole. Diventi raggiungibile. E scopri che l'intimità che cercavi non richiede sforzo — richiede solo che tu smetta di difenderti da lei.
Una voce di chi è stato qui:
"Sono tornato a casa e i miei familiari mi hanno chiesto cosa fosse successo. Mi vedevano uguale ma completamente diverso. Più rilassato, più presente, più me stesso."
"Le decisioni che prima mi paralizzavano ora fluiscono naturalmente. È come se avessi ritrovato una bussola interna che sapevo di avere ma non riuscivo ad ascoltare."
"Per la prima volta dopo anni non sto più combattendo con me stesso. Non sto cercando di essere migliore. Sono semplicemente me stesso, e funziona."
"Mia moglie mi ha detto che per la prima volta in anni sente che ci sono davvero. Non ho fatto niente di diverso. Ho solo smesso di proteggermi da lei."
Non so dirti cosa succederà a te.
Quello che so è che quando il rumore si ferma, quando il corpo ha spazio, quando non c'è niente da dimostrare — qualcosa si muove.
Diverso per ognuno, ma reale.
Una chiamata personale uno a uno
Se qualcosa di quello che hai letto ti ha toccato, parliamo.
Una conversazione di mezz'ora per vedere insieme se questo è il momento.
Ti racconto come funziona — cosa succederà davvero nel Retreat.
Tu mi dici dove sei, e da lì diventa più chiaro.
Se è il passo giusto, lo sentiamo entrambi. Se non lo è, te lo dico io senza giri di parole.
Cosa cambia quando torni
Il Giorno Dopo.
Torni alla stessa casa, alla stessa famiglia, allo stesso lavoro. Le stesse persone, le stesse situazioni, gli stessi problemi di prima. È vero: il mondo là fuori è rimasto identico, ma il modo in cui tu ci stai dentro è trasformato.
Prendere una decisione non è più così stressante. Sai cosa è sì e cosa è no con più chiarezza. Non perché ci hai pensato su ore, ma perché lo senti nel corpo. Sei appoggiato su qualcosa di solido, che non si muove. Hai smesso di stare in equilibrio precario su una struttura che non era tua.
La "recita" è finita. Parli col tuo partner, con tua figlia, col tuo capo — e non stai più calcolando cosa dire per "gestire" la situazione. Dici ciò che serve. E stranamente, invece di creare caos, questo crea un'attenzione e un rispetto nuovi. Le persone sentono che non devi più "prepararti" a essere qualcuno per loro.
Torna l'energia. Smetti di perdere il 40% della tua vitalità per mantenere la maschera. Nel silenzio dove prima c'era rumore, quell'energia torna disponibile per vivere, creare, o semplicemente goderti un momento bello senza l'ansia di sottofondo.
Una volta che il tuo sistema nervoso ha ritrovato la Configurazione Generativa, non può dimenticarla. Non è uno sforzo di memoria. È un ritorno a qualcosa che era già tuo.
A un certo punto capiterà che qualcuno te lo dica: "Non so cosa hai fatto, ma sei diverso". E tu sorriderai, perché sai la verità: non hai fatto niente. Hai solo smesso di fingere.
Cambia anche il modo in cui stai con gli altri.
I conflitti non ti consumano più.
Non è che hai imparato a "gestirli." Succede perché quando sei centrato, quello che gli altri dicono o fanno non ti sposta.
Puoi stare dentro una conversazione difficile senza che il corpo vada in allarme, senza dover vincere, senza dover difendere niente.
Le parole arrivano diversamente. Non cambia cosa dici, cambia DA DOVE lo dici.
Quando la tensione sotto si scioglie — quando parli senza cercare di convincere — la gente lo sente.
Sei vero, e quello basta.
E quando smetti di farlo, succede una cosa strana: le persone intorno a te si rilassano.
Accade perché hai smesso.
Chi ti è vicino lo sente.
Il tuo partner, i tuoi figli, le persone che ami — si sono abituati alla versione di te che tiene tutto sotto controllo. Quella che è presente ma non del tutto lì. Quella che ascolta ma sta già preparando la risposta.
Quando torni, qualcosa è diverso. Non è che fai cose diverse. È che ci sei.
E le persone intorno a te rispondono a questo. Non perché glielo spieghi. Perché lo sentono nel corpo, prima ancora che nelle parole.
Conflitti che sembravano cronici perdono intensità. Non perché hai imparato a gestirli meglio — perché non hai più bisogno di vincerli.
Riesci a tenere più cose insieme
Prima le situazioni complesse ti schiacciavano — troppi punti di vista, troppe variabili.
Dovevi semplificare per sopravvivere. Tagliare. Scegliere un lato.
Adesso riesci a stare nella complessità senza che ti frantumi.
Vedi la tua posizione e quella dell'altro. Tieni il breve termine e il lungo.
Hai più spazio dentro.
E da quello spazio, le decisioni che prima sembravano impossibili diventano ovvie.
Oltre a vedere di più, vedi da più in alto.
Problemi che ti sembravano enormi li guardi e capisci che erano enormi solo perché ci stavi troppo vicino.
Conflitti che sembravano inconciliabili — il lavoro e la famiglia, l'ambizione e la presenza, quello che vuoi tu e quello che serve agli altri — smettono di essere aut-aut.
E da lì le scelte non sono più sacrifici e non devi più combattere tra ciò che sei e ciò che devi essere.
Oggi chiunque può proporti un percorso di crescita personale. A volte capita anche che qualcuno lo faccia senza preparazione reale, cavalcando trend o dopo un corso di poche ore.
Per questo credo sia importante che tu sappia con chi lavorerai, se sceglierai di lavorare con me.
Mi chiamo Simone Pacchiele. Faccio questo lavoro da venti anni, e ho tenuto centinaia di retreat.
Ho iniziato in un altro mondo — dopo la laurea sono stato in consulenza, multinazionali, università. Poi per dodici anni ho lavorato con imprenditori, atleti, dirigenti, artisti.
Ho anche lavorato nel centro Counseling & Empowerment dell'Università Bocconi — con studenti in momenti di decisioni importanti, e con persone che avevano tenuto insieme famiglie, attraversato perdite, retto pesi che nessuno vedeva. Con persone che ripetevano gli stessi pattern relazionali da una vita senza capire perché.
Tutte sentivano che mancava qualcosa.
Lungo la strada ho studiato - per più di 20 anni - con maestri che mi hanno cambiato — Dennis Chong, Rafia Morgan e Turya Hanover, Joseph Riggio, A.H. Almaas, tra gli altri.
Cercavo qualcosa che funzionasse davvero. Quello che ho imparato l'ho messo insieme in qualcosa che oggi si chiama ReSonance. È quello che è rimasto quando ho tolto il superfluo da tutto quello che ho attraversato.
Lavoro spesso con persone che hanno già provato molto. Che hanno letto i libri, fatto i corsi, capito le cose — e sono ancora qui, con qualcosa che non si muove.
Funziona. A quel punto serve qualcosa di diverso. E questo lo è.
Ho anche fondato una scuola dove insegno questo lavoro ad altri. Chi vuole può formarsi — diventare prima assistente, poi trainer.
Ma questo viene dopo. Prima, il retreat. Il lavoro su te stesso.
COSA TROVERAI
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- Un gruppo della giusta dimensione.
Persone che non hanno bisogno di spiegarsi, che non ti chiedono di essere diverso da chi sei. Uno spazio dove la maschera può cadere senza che nessuno ti giudichi.
- Un gruppo della giusta dimensione.
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- Un lavoro che passa dal corpo. Non solo parole o comprensione, ma qualcosa che si muove sotto. Il ReSonance lavora con la corteccia prefrontale (la parte di te che pianifica e analizza) e con tutto il resto del sistema. Quando il corpo lascia andare la necessità di difendersi, la mente si riallinea da sola. Senza sforzo. Non è magia, è come funziona il tuo sistema mente-corpo.
-
- Supporto che continua anche dopo.
Il retreat finisce, il lavoro no. Non sei lasciato solo con quello che si è aperto.
- Supporto che continua anche dopo.
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- Attenzione individuale.
Non è un percorso uguale per tutti. Quello che serve a te è diverso da quello che serve a un altro, e qui c'è spazio per quello.
- Attenzione individuale.
E una cosa importante: ci si diverte.
Quando il peso cade, quello che resta è anche leggero. A volte si ride. A volte molto.
Non è che sia tutto facile ma quando sei vero, c'è anche gioia.
QUANTO COSTA
Il retreat costa 270€.
Il lavoro dal vivo con me. Il gruppo. Il follow-up dopo il retreat.
Se vuoi parlare prima di iscriverti, prenota una chiamata
Se hai già deciso:
Sono entrata in quella stanza venerdì pomeriggio e dopo 2 ore ero spiazzata perché erano cose che non avevo mai sentito prima. Il giorno dopo ho capito.
Non sono mai stata lasciata sola in tutto ciò che avveniva dentro di me.
Nonostante la stanchezza, non mi sento stanca. Sono in pace. È bellissimo.
Ciao Simone,
ti ringrazio di cuore. È stata un’esperienza di quelle che vale la pena fare e di quelle che voglio fare per restare in gergo ReSonance 🙂
A partire da te col tuo modo di stare, di trasmettere e di tenere, a seguire con la scelta del posto e con il gruppo che si è formato (indubbiamente anche per merito tuo).
Ho visto un modo diverso di vivere la vita e avevi ragione tu, non è sufficiente spiegarlo.
Vederlo attraverso le esperienze degli altri e attraverso la mia quando abbiamo lavorato insieme è una cosa che non posso più scordare.
Non si può più far finta di non saperlo, sento che “c’è ciccia” e non vedo l’ora di scoprire come sedimenterà in me. Non so ancora come la mia vita cambierà ma sento che sarà diversa, è come se avessi piantato un seme questo weekend.
DOMANDE FREQUENTI (e risposte che potrebbero sorprenderti)
Quello che trovi qui non è una serie di tecniche da applicare. È chiarezza su come sei quando sei al meglio — e da lì, tutto il resto si semplifica.
Questo lavoro richiede un'attenzione che posso dare a un piccolo gruppo di persone, le persone giuste.
Se qualcosa di quello che hai letto ti ha parlato, prenota una chiamata.