Cosa dicono i partecipanti
01
Eleonora
Ho avuto bisogno di qualche giornata per capire cosa fosse successo durante le giornate del retreat Resonance…e...
Per essere onesta ancora credo di non averlo ancora capito del tutto.
Le due settimane successive al rientro sono state giornate impegnative perché ho dovuto affrontare situazioni impreviste che hanno assorbito gran parte del mio tempo e delle mie energie per essere
Ora che trovo il tempo per guardarmi indietro ed osservare come siano andate le cose mi rendo conto che questo corso ha avuto effettivamente un impatto nella mia vita. Impatto che inizialmente non era immediatamente evidente.
Il retreat mi ha permesso di riconnettermi ad una parte autentica di me che avevo 'rimosso', in un certo senso.”
Certamente per affrontar un corso Resonance è indispensabile una certa dose di ironia, flessibilità e la capacità di mettersi in discussione”.
Lo paragono un pò ad un trattamento Omeopatico. Ovvero non si occupa solo della sintomatologia, a mio avviso questo metodo permette di arrivare direttamente alla radice del problema in modo da “risolverlo” o meglio da poter agire in assenza del problema stesso. Prima che questo venisse generato in sostanza. Il grande merito che riconosco a questo metodo è la semplicità, che come qualcuno ha detto 'è la più alta forma di sofisticazione'.
02
Fabio
“Sono arrivato che pensavo di avere un problema con la mia compagna. Tanti anni insieme, una vita costruita bene, tutto funzionava - da fuori. Dentro c'era uno scollamento che non riuscivo a nominare. Stavamo nella stessa stanza ma non ci toccavamo davvero. Io ero lì, ma non del tutto.
Il paradosso è che poco prima del retreat ci eravamo finalmente parlati con una sincerità che non avevamo mai avuto. Le cose stavano migliorando. E proprio lì ho iniziato a stare peggio - perché quando abbassi la guardia torna su tutto quello che avevi sepolto.
Al retreat ho capito una cosa che non mi aspettavo: il problema non era il rapporto. Ero io. O meglio, era l'armatura che mi ero costruito per andare avanti. Quella che mi permetteva di lavorare, di tenere tutto insieme, di essere l'uomo solido che tutti vedevano. Era la stessa che mi teneva separato da lei.
Non ho imparato tecniche di comunicazione. Non ho capito come esprimermi meglio. È successo qualcosa di più semplice: ho smesso di prepararmi a essere qualcuno per lei. Ho smesso di proteggermi dalla persona che amo.
Quando sono tornato a casa non ho fatto niente di diverso. Ma lei lo ha sentito subito. Mi ha detto: non so cosa è cambiato, ma ci sei. Per la prima volta da anni, ci sei davvero.
La cosa che mi ha colpito di più è questa: pensavo di dover aggiungere qualcosa - più apertura, più comunicazione, più qualcosa. Invece dovevo solo smettere di difendermi. Quello che c'era sotto era già abbastanza.”
03
Luca Morandini
Imprenditore
“Mi trovavo in una fase piuttosto complicata della mia vita, nella quale avevo perso chiarezza e connessione con ciò che volevo davvero. E faticavo ad uscirne da solo. Percepivo la necessità di un aiuto esterno, in particolare di una persona che avesse una forte sensibilità per aiutarmi a trovare il bandolo della matassa.
Così mi è venuto in mente Simone - che avevo conosciuto anni prima e che mi aveva impressionato proprio per la sua sensibilità somatica fuori dal comune - e l'ho contattato.
Durante la sessione non ho mai avuto la percezione che stessimo lavorando su qualcosa, in realtà sembrava più che altro una chiacchierata fra amici. Anche se nei giorni seguenti ho iniziato a notare cosa avevamo fatto...
Sarò sincero: inizialmente ho avuto qualche difficoltà e ho passato diversi giorni di crisi, provando una quantità di emozioni mai provata prima. Superata questa fase ha iniziato ad invertirsi la polarità, e giorno dopo giorno ho ricominciato ad acquisire una chiarezza ed una centratura sempre più forte.
A distanza di un paio di mesi noto delle differenze importanti rispetto a dove sono partito: le decisioni quotidiane sono diventate quasi ovvie, il mio livello di performance è aumentato notevolmente ed ho recuperato un senso di calma e bilanciamento che da tempo avevo dimenticato. Ora guardo al futuro con fiducia, vedendo possibilità che prima - anche se c'erano - non vedevo.”
04
Giacomo
Musicista
“Sarà un caso.
Uscito dal corso di Simone mi son ritrovato a pensare ai corsi motivazionali di crescita personale, le solite americanate, a quanto ci siano persone che si arricchiscono e parecchio, specialmente se tu non 'cresci'. Ho sempre avuto l'impressione che chi ha bisogno del Guru abbia paura di volare.
Pensavo a questo mentre camminavo per arrivare alla stazione. Sul treno ho iniziato a cercare qualcosa che potesse smuovermi per conto mio, per il mio lavoro. Ho iniziato a spedire email in giro. Poi arrivato a casa ho dormito, perché Simone ti mette alla prova e arrivi stanco a casa.
Il giorno dopo c'era una email e qualcosa era già successo.
Sarà un caso, ma ecco cosa credo: Simone ha il carisma di un tir contromano e quando ti guarda ti investe. Non ti liscia, non accarezza, non dice puttanate motivazionali tipo 'credo in te', 'dai che ce la fai', 'tutti insieme… yeaaaa!'.
Sono uscito dal corso in un frullatore e pronto a non tornare, perché a me il guru non serve. Io ho la piena consapevolezza, ho la vita che voglio e so cosa voglio. Eppure il tir Simone è ancora qui in testa che ronza: non voglio ammetterlo, ma qualcosa è successo.
Sarà un caso, ma uscito dal corso mi sono mosso per fare qualcosa che ancora non avevo fatto. Sì, perché io ho la vita che voglio e so cosa voglio: ma ancora quel primo passo non lo avevo fatto. L'ho fatto ieri. A cosa porti non lo so, ma so che se niente si muove, niente succede. Ed io l'ho fatto, finalmente.”
05
Alessandro Macinai
Sales Manager
“La cosa che in assoluto mi ha colpito di più è questa: ho frequentato tanti corsi di sviluppo personale, tecniche di vendita, motivazione, leadership, team management - e dico con estrema sicurezza che se avessi conosciuto prima Simone e il metodo ReSonance avrei buttato via meno tempo e soldi. La cosa più preziosa per tutti noi è il tempo e purtroppo ne ho sprecato abbastanza.
I miei tempi decisionali sono scesi in maniera netta. E soprattutto ho aumentato la mia capacità di decidere cosa è meglio non fare e cosa è meglio fare.
Sono sempre stato molto bravo a dire alle persone le cose come stanno, ma adesso dico le cose con brutale onestà, evitando fraintendimenti o giri di parole.
Continuo a sbagliare - chi non sbaglia? - ma sbaglio molto meno e soprattutto faccio meglio le cose che sapevo già fare bene. Ed è questa la grande differenza rispetto a tutto quello che si trova in giro: adesso sono molto più concentrato su quello che funziona piuttosto che risolvere quello che va meno bene.”
06
Maria Pia Abate
Violinista
“Mi ritrovavo periodicamente a combattere contro gli stessi mostri: mi chiedevo cosa volessi, senza mai riuscire a dare una risposta che convincesse ogni parte di me. Facevo piani di lavoro e progetti, ma senza una vera convinzione che mi spingesse a portarli a termine con successo. Sentivo che le mie tantissime energie andavano sprecate, perse. Ero stanca, di una stanchezza sconsolata.
Grazie al ReSonance ho realizzato di sapere molto bene cosa volessi… Anzi, di averlo sempre saputo! Si trattava di qualcosa che avevo individuato e scelto tanto tempo prima, quando ero una bambina, qualcosa che per motivi all'infuori di me avevo messo e mettevo quotidianamente in discussione e sotto esame.
Accettare di volere quella cosa, di volerla davvero e soprattutto di volerla a modo mio, è stato un primo grande passo. Sembra assurdo, ma siamo condizionati anche sul come sarebbe giusto volere le cose che desideriamo.
Ora mi chiedo come continuare a fare ciò che amo, sempre più e sempre meglio, e non più se sia davvero la mia strada. Si tratta della mia strada nella misura in cui il percorrerla non mi pesa, nonostante tutto.
Prima avevo paura delle onde… Ora le aspetto per cavalcarle!”
07
Agostino Toscano
Imprenditore e consulente di marketing
“Quando sono in forma e mi sento entusiasta riesco sempre a generare delle performance professionali di buon livello. Trovo clienti facilmente e riesco a far loro percepire il valore di ciò che ho da offrire.
Il mio problema è sempre stato che non sono sempre stato in forma ed entusiasta. E in quei momenti non sono riuscito a fare ciò che avrei voluto e di cui sono capace.
Dopo il ReSonance mi sono reso conto che l'entusiasmo proviene da ciò che faccio. Quando faccio delle cose che voglio davvero fare, e che so che produrranno dei frutti, allora mi sento alla grande. E ho l'energia necessaria per lavorare e per farlo in modo efficace.
Prima faticavo a rendermi conto se c'era qualcosa che inceppava questo modo di essere. Adesso riesco a sentirmi. Riesco a percepire rapidamente quando sto iniziando a spegnermi un po'. In quel caso mi pongo due domande: quello che sto facendo voglio davvero farlo? E mi sto illudendo che quello che faccio può portarmi dei frutti, ma sotto sotto avverto che non è così?
Rispondendo a queste domande posso capire cosa non va e sono in grado di apportare i giusti cambiamenti molto più rapidamente di prima. Mi sento di dire che sono molto più focalizzato su ciò che conta veramente.”
08
Laura Caravello
Store Manager
“Sedersi sullo sgabello e trovare la tua posizione di default, quella in cui funzioni meglio, e imparare a esserci sempre. Questa è l'essenza del ReSonance.
Il coach lavora senza risparmiarsi, affinché a livello somatico la tua attenzione venga spostata dalla percezione del problema alla tua migliore posizione, dove continui a percepire il problema - sia chiaro - ma riesci a prendere in maniera veloce ed elegante decisioni che ti portano esattamente dove vuoi essere.
Il ReSonance ti mostra come funzioni e come vuoi essere nel mondo. Ti mostra il tuo essere autentico. Niente trucchi, niente alterazioni mentali. Solo la competenza di un coach preparato, fautore di un modello che funziona davvero.”
09
Giovanna
“Ho fatto di tutto. Corsi, seminari, metodi. Cercavo qualcosa e non lo trovavo.
Al ReSonance è successo qualcosa di diverso. Non mi hanno dato risposte confezionate. Mi hanno messo davanti a qualcosa che non potevo più evitare.
Credenze e ruoli che pensavo fossero miei hanno cominciato a scricchiolare. E quando sono caduti, quello che è rimasto sotto non era un metodo o una filosofia. Erano cose semplici: la capacità di volermi bene, di riconoscere quello che sono, la libertà di esprimermi senza dover dimostrare niente a nessuno.
Avevo passato anni a cercare strumenti sempre più sofisticati. La risposta era più semplice di tutti.”
10
Rosanna Sabatiello
Autrice e scrittrice
“Ero da parecchio alla ricerca di qualcuno che mi cacciasse fuori dalla mia armatura: solo la mia presenza fisica mi rappresentava nella vita.
Le mie ricerche mi facevano conoscere dei coach troppo altisonanti tanto da sembrare solo un insieme di nozioni e basta. Quando finalmente ho letto ciò che scrivi e soprattutto quando ho visto i video, mi sono sentita subito a mio agio, ho immaginato di parlare con un amico che non mi attaccasse con quei suoi 'Dai! Forza!' ecc...
Oggi ho fatto quello che dovevo fare da sempre: ho agito per ottenere ciò che voglio, non sono più bloccata da tantissimi pensieri limitativi che se pur esistono ancora, adesso cozzano e si disgregano contro la mia decisione, contro la mia presa di posizione: ho finalmente pubblicato i miei libri.”
11
Roberta Tarsitano
“Fra pochi giorni compio 47 anni e mi sono resa conto che il lavoro fatto insieme ha avuto un grande impatto. Sono riuscita a essere quello che volevo, e il bello è che non me ne sono accorta mentre succedeva il cambiamento… Ma solo ora, cioè dopo.”
12
Alessandro
Architetto
“Al retreat mi sono accorto di due cose che non sospettavo.
La prima: raccontavo la mia storia come se non mi riguardasse. Parlavo di me in modo impersonale, distaccato, come se stessi descrivendo qualcun altro. Non me n'ero mai accorto.
La seconda: il mio corpo stava condizionando la mia storia molto più di quanto pensassi. La postura, il respiro, la tensione che portavo addosso - tutto questo decideva come mi presentavo al mondo prima ancora che aprissi bocca.
Quando ho iniziato a lavorare dal corpo invece che dalla testa, la storia ha cominciato a cambiare da sola. Non l'ho decisa. È cambiata perché quello che la sosteneva sotto non era più lo stesso.”
13
Dario Costa
Fisioterapista
“Sono un fisioterapista. Lavoro con il corpo tutti i giorni. Pensavo di sapere come funziona.
Al ReSonance ho scoperto qualcosa che ha cambiato il mio modo di lavorare: quando una persona è nella sua configurazione migliore - nel corpo, non solo nella testa - certi problemi smettono di esistere nella sua esperienza. Non è teoria. L'ho visto accadere con i miei pazienti, anche in situazioni che sembravano impossibili.
Una mia paziente con il Parkinson, portata nella configurazione generativa, ha recuperato capacità motorie che la malattia sembrava aver cancellato. Non era una cura. Era la dimostrazione che la posizione da cui parti cambia tutto - anche quello che pensavi fosse fuori dal tuo controllo.
Quando il corpo è nel posto giusto, i pensieri e le emozioni seguono. Non si scappa.”
14
Giampaolo
Ingegnere
“Alla fine della giornata avevo uno stato di benessere che non provavo da tempo. Non il benessere del relax - qualcosa di diverso. Come se i problemi che avevo fossero ancora lì, ma avessero preso un peso diverso. Non più leggeri - diversi. Li vedevo da un altro punto.
La notte dopo ho sognato molto. Il giorno dopo sentivo che dovevo prendere delle decisioni. Non come un peso - come una cosa naturale. Quello che prima mi era insopportabile non lo era più. Non perché fosse cambiato. Perché ero cambiato io - nel corpo, non solo nella testa.”
15
Elena Sanjust di Teulada
Imprenditrice
“Da subito ho potuto vedere che Simone con grandissima competenza, precisione ed eleganza era in grado di guidare le persone fuori dagli schemi in cui sono imbottigliate e vedere le cose da un altro punto di vista, quello dove sono al massimo del loro potenziale.
Ed è successo anche a me. È un processo sottile di cui non so definire l'inizio, ma che dopo un po' di tempo vedo nei risultati che ottengo, nel corso differente che prendono i miei pensieri.
Il ReSonance è uno strumento potente e preciso per portare le persone a riappropriarsi delle proprie capacità e essere sé stessi in modo permanente.”
16
Daniela
Manager
“Nel mio contesto si lavora per picchi di motivazione che fluttuano tra un obiettivo appena raggiunto e uno nuovo appena intravisto. Il ReSonance è una specie di olio speciale che permette di lubrificare gli ingranaggi di questo ciclo, rendendolo pulito attraverso una migliore presa di coscienza su ciò che si vuole raggiungere e allo stesso tempo costante, epurandolo da quei famosi picchi motivazionali.”
17
Danilo Moiso
Chef
“Due anni prima del retreat pensavo solo a come arrivare alla pensione. Non avevo più energia, non avevo più direzione. Facevo il mio lavoro e basta.
Dopo il ReSonance ho ricominciato a muovermi. Ho iniziato a insegnare cucina naturale in contesti che prima non avrei nemmeno immaginato. Non perché qualcuno mi abbia motivato. Perché ho smesso di trattenermi.”
18
Alexander
“L'intensivo ReSonance mi ha proprio trasformato la vita.
Mi rendo conto che suona come un'affermazione iperbolica, ma considerate che vengo anche da un percorso di sessioni collettive di Simone.
Mi è servito molto non solo per capire, ma proprio per sentire con il mio corpo. Ha fatto crollare l'argine e fluire tutte le mie emozioni, la mia energia, per farmi agire e muovere con una centratura ed efficacia che non ricordo di aver sperimentato prima.”
19
Giovanna Griffo
Fotografa
“Porto a casa una cosa: la sensazione di aver riaperto delle stanze che avevo chiuso a chiave dentro di me. Non ho trovato risposte. Ho trovato la possibilità di vedere più strade. E quando vedi più strade sei più libero, perché hai più possibilità di scegliere.
L'altra cosa che non mi aspettavo è il gruppo. Persone che si sono incontrate per la prima volta e che in tre giorni hanno creato qualcosa di reale. Non amicizia nel senso classico - qualcosa di più raro: la possibilità di essere visti senza maschere.”
20
Marcolina Sguotti
Professional Coach
“Questo metodo permette di attivare le risorse più straordinarie che sono già presenti dentro di noi, ed è davvero uno spreco non riuscire ad accedervi che in poche occasioni, quando invece potremmo usarle per ottenere molto di più con molta fatica in meno.”
21
Alessandra
“Dopo una singola giornata di lavoro insieme, un serio mal di schiena che mi accompagnava da tempo - dovuto anche a più ernie del disco - era praticamente sparito. Sono consapevole di avere solo lontanamente intravisto il senso di questo percorso, ma sono certa che una piccola parte di me ha iniziato a funzionare in maniera diversa.”