ReSonance Retreat
16-17-18 ottobre 2026 a Manerba del Garda
C'è un momento, la sera prima di addormentarti, quando hai spento il telefono e sei uscito dal ruolo che hai, quando ti distacchi da quello che gli altri si aspettano
In quel momento - brevissimo - sai qualcosa. Sai che la vita che hai costruito non ti somiglia più.
Vista dall'esterno funziona. Solo che non è la tua.
Per qualcuno arriva come una consapevolezza che la mattina dopo è già coperta da tutto il resto. Per altri arriva come una spinta che non si riesce più a tenere ferma, e che durante il giorno costa più forza di quanta ne hai. È la stessa cosa, vista dai due lati.
E non ha un'età: c'è chi la incontra a cinquant'anni, davanti a una vita "realizzata", e chi a trentaquattro, con il progetto ancora in mano e il sospetto che il disegno che sta eseguendo non l'abbia fatto lui.
Forse hai fatto le scelte giuste. Quelle adulte, quelle responsabili, nel lavoro, in famiglia, nella vita che hai costruito per te e per gli altri.
E adesso ti chiedi come mai la cosa giusta ti stia lentamente spegnendo.
Hai fatto quello che andava fatto, e hai tenuto tutto insieme. Ma adesso ti accorgi che stai usando quasi tutta la tua forza solo per non lasciare cadere niente.
O forse ti sei accorto di aver fatto le scelte sbagliate, quelle che non ti hanno portato davvero nella direzione in cui pensavi di andare.
Oppure ti accorgi che le relazioni che contano, quelle con chi ami, con chi ti è vicino, sono diventate una recita. Siete nella stessa stanza ma non vi toccate realmente. Parli, ma non dici niente. E non sai più se è protezione o se hai semplicemente dimenticato come si fa.
O forse è il contrario: non ti sei spento affatto. Dentro c'è più roba di quanta la tua vita riesca a contenerne - intensità, cose che premono, un pezzo di te che chiede spazio. E ogni giorno la rimetti a posto, perché un posto dove metterla non c'è.
La domenica verso le nove senti un nodo che si prende le ultime ore libere. Non è il lavoro in sé: è che la settimana che arriva somiglia in tutto a quella appena chiusa, e tu lo sai già dal divano.
Torni dalle ferie più stanco di prima. Il corpo era al mare, il sistema è rimasto in servizio: al sesto giorno controllavi le mail, e la stanchezza ti aspettava intatta alla scrivania, come lasciata in un cassetto.
Potresti costruire qualsiasi cosa con quell'energia. Invece la spendi per mantenere una forma che non ti appartiene, o ripensando agli errori che hai commesso.
Come puoi davvero utilizzare quella energia per andare nella direzione che ti appartiene?
La risposta non è aggiungere qualcos'altro. È togliere quello che copre il modo in cui funzioni già quando sei al meglio.
ReSonance Retreat a Manerba del Garda il 16-17-18 ottobre 2026
Tre giorni residenziali · Manerba del Garda 16-17-18 ottobre - 290€ per le iscrizioni entro il 30 settembre.
(Il vitto e l'alloggio non sono inclusi. La struttura dove staremo costa intorno agli 85€ a notte ma puoi scegliere di soggiornare dove preferisci.)
Chi guida il ReSonance Retreat
Simone Pacchiele. Faccio questo lavoro da diciotto anni e ho tenuto centinaia di retreat. Prima di questo ho lavorato in multinazionali della consulenza,, e per dieci anni nel centro Counseling & Empowerment dell'Università Bocconi.
Cosa è il ReSonance Retreat
Questo non è un retreat per "stare meglio". È un laboratorio per tornare CHI SEI.
Se cerchi relax superficiale, ti consiglio di andare in una SPA. Se cerchi motivazione, vai a un corso di leadership.
Il ReSonance Retreat è un'altra cosa.
Il mondo là fuori ti dice di aggiungere: più disciplina, più mindfulness, più strategie. Nel ReSonance lavorerai per TOGLIERE.
Attenzione a cosa si toglie. Non si toglie niente di tuo: si toglie il coperchio. Quello che c'è sotto - l'energia, l'intensità, le cose che vuoi e non dici - non lo tocca nessuno.
È esattamente quello che torna disponibile quando smetti di tenerci sopra il peso.
Il tuo problema non è che ti manca qualcosa. È che hai TROPPA roba addosso: troppi ruoli difensivi, troppe maschere, troppe tensioni croniche nel corpo. Troppe narrazioni su chi "dovresti" essere.
La corteccia prefrontale - quella parte di te che pianifica, progetta, analizza - è straordinaria. Ti ha permesso di costruire tutto quello che hai oggi.
Ma è anche quella che tiene in piedi l'armatura, che mantiene su la maschera, che sorregge i ruoli, che controlla ogni movimento.
Il ReSonance va oltre.
Non si ferma alla tua storia o alla comprensione intellettuale. Lavora sul tuo sistema completo: corpo, mente, linguaggio. Quando il corpo finalmente parla - quando il sistema nervoso decide che la difesa non serve più - la tensione si scioglie.
Non perché l'hai capita intellettualmente, ma perché il tuo corpo lo sa già.
Vale anche se sei della generazione che ha sdoganato la terapia: magari ci vai da due anni, sai nominare ogni cosa che ti succede, e la domenica sera il nodo torna puntuale.
Non è colpa del percorso, e non è colpa tua: la comprensione lavora al piano di sopra, il nodo abita al piano di sotto. Qui si scende: non al posto delle parole, dove le parole non arrivano.
È biologia. È quello che succede quando smetti di sostenere tutto con la volontà.
In quel momento, l'energia che usavi per 'tenere insieme i pezzi' torna disponibile. È quello che succede quando il corpo smette di difendersi.
Spegniamo il rumore. Non per "trovare la pace", ma per vedere cosa rimane in piedi quando smetti di sorreggere tutto con la forza di volontà.
Quello che uscirà fuori da questo Retreat sei TU. Quello vero.
Vuoi informazioni? Chiedimele qui o scrivimi su WhatsApp con il pulsante in fondo alla pagina
Il ReSonance Retreat di ottobre 2026
Da venerdì 16 a domenica 18 ottobre a Manerba del Garda
Tre giorni in uno dei più bei posti d'Italia in un luogo adatto al lavoro che faremo. Un piccolo gruppo, un processo portato avanti in uno spazio residenziale.
Il luogo e il tempo giusto per andare a fondo nelle cose.
Al centro di questo lavoro c'è una domanda.
È una domanda in cui stare.
Chi sono, quando smetto di raccontarmi la storia che ho imparato a raccontare su di me?
Qui la lasci lavorare. E mentre lavora, qualcosa inizia a cadere: strati, ruoli, modi di stare in piedi che non sono tuoi.
Non cadono perché li capisci. Cadono perché il corpo, finalmente, ha abbastanza spazio e silenzio per lasciarli andare.
Quello che resta sotto non è qualcosa che devi "costruire".
È uno spazio da vivere.
Da lì le decisioni sono semplici, e non devi convincere nessuno (neanche te stesso).
Da lì ti muovi, e basta: magari non hai ancora trovato la risposta, ma il fatto è che non hai neanche più bisogno della domanda.
Il momento dello zero è quello in cui il sistema nervoso smette di sostenere la difesa - e la Configurazione Generativa riemerge. Quando lo fai - e qualcosa cade davvero - tutto si muove insieme.
Il corpo si riorganizza. La mente si quieta, le emozioni trovano spazio.
Non succede in sequenza. Avviene nello stesso istante.
È per questo che il cambiamento regge anche dopo il Retreat.
Perché non stai aggiustando un singolo pezzo lasciando gli altri disallineati. Stai tornando a una configurazione che era già tua - dove tutto funziona insieme.
290€ fino al 30 settembre. Poi 390€.
Cosa c'è di diverso qui
È un lavoro che passa dal corpo prima ancora che dalla comprensione intellettuale. E parte da un presupposto diverso.
Sotto tutto quello che hai aggiunto - le strategie, le protezioni, i modi di essere che hai imparato per sopravvivere - c'è qualcosa che SEI DA SEMPRE e che non hai avuto bisogno di costruire.
Qualcosa che funziona bene, senza sforzo, e che sa già come muoversi.
C'è un modo di funzionare che è già tuo. Non l'hai imparato - ci sei nato.
È quello stato in cui le decisioni sono ovvie, l'azione è fluida, e non devi convincere nessuno di niente, neanche te stesso. È il modo in cui funzionavi prima di imparare a proteggerti.
Da bambino sentivi tutto. Poi hai scoperto che abbassare il volume funzionava perché così sentivi meno male. Così hai continuato a farlo.
Strato dopo strato, anno dopo anno. Ogni volta che qualcosa faceva troppo male, aggiungevi protezione.
Quella protezione ti ha permesso di costruire tutto quello che hai. Il problema è che adesso non ti protegge più. Ti imprigiona.
E c'è un difetto in questo meccanismo: non puoi abbassare il volume selettivamente. Quando chiudi un canale, si chiudono tutti.
Se blocchi il dolore blocchi anche il piacere. Se blocchi la paura blocchi anche la vitalità.
Il ReSonance lavora su questo.
Non aggiungiamo nuove strategie o tecniche. Togliamo gli strati che coprono la Configurazione Generativa - il modo in cui funzioni quando sei al meglio.
Il corpo sa già come tornare lì. Ha solo bisogno di abbastanza silenzio per ricordarselo.
Quando il sistema nervoso registra che la minaccia è finita - non quando lo capisci, quando il corpo lo registra - la tensione si scioglie da sola. L'energia che usavi per tenere in piedi l'armatura torna disponibile.
Non è motivazione, non è forza di volontà. È biologia.
Una precisazione
Molte persone arrivano qui dopo aver già fatto molte cose.
PNL, coaching, terapia, meditazione, mindfulness, reiki, costellazioni, qualche ritiro spirituale. Hanno capito da dove vengono certi schemi, perché reagiscono così, cosa dovrebbero fare diversamente.
Eppure il corpo continua a fare quello che ha sempre fatto e le cose non cambiano.
Arrivano a fine giornata e sentono ancora quell'attrito. Una distanza sottile tra la vita che hanno costruito e come si sentono dentro quella vita. Sanno tutto quello che c'è da sapere. Saperlo non ha cambiato niente.
Il problema non è la comprensione. È la configurazione - quello che il tuo sistema continua a fare automaticamente, indipendentemente da quanto hai capito.
E una cosa va detta chiaramente: il ReSonance Retreat non è quello che ti aspetteresti da un "ritiro spirituale".
Non ci sono gong. Niente campane tibetane. Nessuno che ti chiede di abbracciare sconosciuti. Non ti verrà chiesto di credere in niente e non ci sono dimensioni invisibili in cui perderti.
E c'è un'altra cosa che vale la pena dire, perché qualcuno ci arriva pensandola. Se hai passato anni a sentirti dire che eri troppo - troppo intenso, troppo diretto, troppo tutto - puoi arrivare qui col sospetto che questo sia l'ennesimo posto che proverà a smorzarti.
Non lo è. Qui non si lavora per abbassare niente. Si lavora perché quello che tieni chiuso trovi finalmente una forma che puoi usare, invece di uscire di traverso.
E non è nemmeno un permesso di far saltare tutto. Chi arriva stanco delle regole degli altri a volte spera di uscire di qui autorizzato a non averne più nessuna. Non funziona così: una gabbia rovesciata è sempre una gabbia, e decidere ogni cosa contro qualcuno è ancora lasciargliela decidere.
Quello che si recupera qui non è il permesso di fare tutto: è il punto da cui si sceglie. Da lì alcune cose le lasci andare davvero, e altre scopri di volerle tenere.
Quello che offro è un lavoro preciso. Un processo basato sull'osservazione di come funzioniamo - nel corpo, nel linguaggio, nella mente. Il corpo, soprattutto, come luogo dove l'esperienza accade realmente, prima che la mente la interpreti.
Le pratiche e la terapia che hai usato finora ti hanno aiutato a gestire il disagio - a regolare le emozioni, ridurre l'ansia, tornare a un baseline accettabile. E poi ti sei ritrovato funzionale, equilibrato, capace di gestire lo stress. E ancora vuoto.
Qui la domanda è diversa. Qui non impari a sopportare l'assenza di qualcosa. Vai a riprendertelo.
Arriva anche scettico. Meglio ancora. Qui conta l'esperienza. Non la fede.
Come si lavora
Non è un seminario: non prenderai appunti (a meno che tu non voglia) e non ci sono slide da proiettare sul muro.
Non è terapia di gruppo: non ci sediamo in cerchio a raccontarci il passato sperando che qualcuno ci consoli.
Il ReSonance è un processo esperienziale e basato nel corpo. Lavoriamo su tre livelli, contemporaneamente:
1. Il lavoro mente-corpo-linguaggio
Il tuo corpo sta raccontando una storia. È quella che vuoi vivere?
Gran parte di ciò che chiami "il mio carattere" - le tue esitazioni, le tue reazioni automatiche, il modo in cui ti presenti al mondo - non è nella tua mente. È cablato nei tuoi muscoli, nel tuo respiro, nella configurazione stessa del tuo sistema nervoso.
È la tua biografia che è diventata biologia.
Puoi parlarne per anni. Puoi analizzare i tuoi problemi finché non ne capisci perfettamente la logica. Ma, come dico spesso, la comprensione cognitiva è il premio di consolazione. Se il tuo corpo è configurato per la sopravvivenza e la difesa, la tua mente non avrà altra scelta che generare pensieri di sopravvivenza e difesa. Non puoi pensare una nuova realtà usando un vecchio corpo.
In ReSonance non facciamo "ginnastica" e non siamo qui per "aggiustarti" o farti rilassare. Non sei rotto.
Usiamo mente, corpo, linguaggio per superare l'interferenza della mente analitica e andare direttamente alla fonte: la configurazione che sostiene la tua storia attuale. Stiamo riportando il tuo corpo ad uno stato di prontezza - quella posizione di "sicurezza biologica" e potenza da cui sei nato, prima che il mondo ti insegnasse a contrarti per adattarti.
Il corpo torna a guidare con chiarezza, la mente smette di combattere e inizia a seguire.
Questa è la differenza tra cercare di cambiare e diventare il cambiamento.
2. Il lavoro diretto
Lavorerai con me e in piccoli gruppi. Non per analizzare il perché hai i tuoi problemi, ma per guardare come li stai costruendo adesso, in tempo reale.
Smontiamo la storia che ti racconti. Guardiamo in faccia i vantaggi nascosti che ottieni restando bloccato - e i costi che stai pagando. Quando vedi il meccanismo, smetti di esserne l'effetto.
3. Il campo
Non puoi risolvere un problema nello stesso ambiente che lo ha creato.
Per questo siamo residenziali, fuori dalla tua vita normale. Niente ruoli da mantenere. Stare in un gruppo di persone che non cercano di sembrare brave - ma che sono lì per essere vere - crea un effetto specchio potente.
Vedrai altri attraversare i tuoi stessi blocchi. E gli altri vedranno te, senza le maschere che ti porti dietro in ufficio o in famiglia.
Ci saranno momenti di silenzio. Ci saranno momenti ad intensità alta. Ci saranno anche momenti in cui si ride molto - perché l'ego, visto da fuori, è ridicolo. Non impari cose nuove. Disimpari quelle vecchie che non ti servono più.
Cosa succederà nel ReSonance:
Quando torni alla Configurazione Generativa, alcune cose cambiano da sole:
1. Smetti di rincorrere
Conosci già quella sensazione: ti svegli e sei già in ritardo. Rispondi, gestisci, rincorri. Credi che sia responsabilità e ruolo, ma è solo sopravvivenza.
Scoprirai che c'è un altro modo di stare dentro le cose.
Muoverti da un punto fermo, invece di reagire a quello che arriva.
E quando lo trovi, la tensione smette di avere presa su di te. E ritorni capace di sentire esattamente dove è il tuo centro, e senti che sei capace di scegliere da lì.
2. La voce che ti giudica si quieta
C'è qualcuno dentro che non smette mai di valutarti. Ti dice che non basta e che devi dimostrare ancora.
Hai provato a farlo stare zitto coi risultati ma non ha funzionato.
Qui non lo combatti. Gli togli quello che lo nutre.
Quello che resta è uno spazio sicuro dove puoi stare senza doverti giustificare con nessuno, neanche con te.
3. Quello che avevi messo via riemerge e diventa una risorsa
A volte, quando il rumore si ferma, emerge quello che avevi nascosto - anche a te stesso.
Emozioni che non avevi tempo di sentire e cose che avevi deciso di non guardare.
Gli dai spazio e smettono di spingerti da sotto.
Magari non è sempre comodo.
Ma è l'unico modo perché le tue ombre smettano di governarti senza che tu lo sappia.
4. Torni a sentire
C'è un tipo di intorpidimento a cui non riesci a dare un nome. Non senti più niente, come se qualcuno avesse abbassato il volume della tua vita fino a zero.
E se invece senti fin troppo, vale lo stesso: il volume non è il problema. Il problema è che non c'è un canale da cui possa uscire.
A volte ti chiedi quando è successo. La risposta è che è successo mentre facevi tutto quello che dovevi fare.
Nel ReSonance Retreat il volume si rialza. Il corpo ricomincia a parlare - e soprattutto tu ricominci ad ascoltarlo.
5. L'azione smette di essere una lotta
Sai cosa vuol dire spingere un macigno in salita: ogni cosa richiede sforzo.
Ti dici che sei pigro, bloccato, che ti manca disciplina.
La verità è un'altra: stai combattendo contro una struttura che non è tua. Quando quella struttura cade, l'azione diventa semplice.
Ricominci a fare le cose perché ti viene naturale farle.
6. Vedi più lontano
La maggior parte dei tuoi orizzonti sono troppo vicini. Non è che ti manca ambizione, è che a volte li hai scelti per non rischiare troppo.
Qui impari a vedere da più in alto. Problemi che ti sembravano enormi li guardi e capisci che erano enormi solo perché ci stavi troppo vicino.
Perché quando allinei mente, corpo e linguaggio la tua capacità di vedere oltre cambia scala.
Lasci emergere qualcosa che prima non osavi guardare.
7. La tua cerchia si allarga.
Prima vedevi soprattutto te stesso - le tue esigenze, i tuoi obiettivi, le tue paure.
Lo facevi per sopravvivenza, il più delle volte. Quando la tensione cade, lo spazio si apre.
Inizi a vedere davvero le persone intorno a te - non come ostacoli o risorse, ma come sono.
Quando non sei più in difesa, puoi finalmente permetterti di guardare oltre.
8. Le relazioni smettono di essere un campo di battaglia
Sai cosa vuol dire stare con qualcuno e sentirti solo. Parlare e non essere sentito. Oppure il contrario: chiuderti prima ancora che l'altro apra bocca, perché sai già come andrà a finire.
Non è che non ami. È che l'armatura che ti protegge dal mondo protegge anche da chi vorresti lasciar entrare.
Quando quella protezione si scioglie, qualcosa cambia. Non diventi vulnerabile nel senso debole. Diventi raggiungibile.
Le parole arrivano diversamente. Non cambia cosa dici, cambia DA DOVE lo dici.
E scopri che l'intimità che cercavi non richiede sforzo - richiede solo che tu smetta di difenderti da lei.
SU COSA SI LAVORA IN QUESTI GIORNI
Non impari tecniche e non prendi appunti. Si lavora su due cose che hai messo via, e che continuano a lavorare da sotto.
La vitalità che hai abbassato
A due o tre anni avevi un'energia enorme, e con quell'energia combinavi parecchi guai. Hai imparato presto che abbassarla conveniva: meno voce, meno fame, meno intensità, meno disturbo. E l'hai abbassata.
Quella parte non è sparita. È rimasta parcheggiata, e si fa sentire lo stesso: nei giorni di irrequietezza senza motivo, nella rabbia sproporzionata al traffico, e soprattutto in una stanchezza che non passa dormendo - perché non è stanchezza.
E a volte non è nemmeno parcheggiata: preme. Sai benissimo di averla, la senti ogni giorno, e l'unico posto che le hai trovato è dentro di te. Cambia poco - chiusa o tenuta ferma, quell'energia non sta facendo il lavoro per cui è nata.
È energia tenuta chiusa.
Qui torna disponibile, e prende una forma che puoi usare. Dici di no una volta sola, senza doverlo ripetere e senza rimuginarci la sera. La voce torna piena. Stai in una stanza senza scusarti di occuparla. Ti presenti nelle cose invece di parteciparci. E torna l'appetito: per il lavoro, per il corpo, per le persone, per cose che avevi archiviato come non più per te.
Quello che hai nascosto
Ognuno ha parti che ha messo via: cose che "non si fanno", modi di essere che ha deciso di nascondere, pezzi interi di sé disconosciuti per adattarsi a un'idea di chi dovrebbe essere.
Quelle parti non spariscono. Continuano a lavorare da sotto e generano gli stessi schemi che si ripetono - nelle relazioni, nel lavoro, nel rapporto con te stesso - senza che tu capisca perché.
Qui vai a guardarle, e a riconoscere il vantaggio segreto che ottieni restando bloccato. Gli schemi che si ripetevano perdono il motore. Smetti di spendere energia per non guardare. E quello che ti spingeva da sotto torna a essere una risorsa disponibile, invece di una cosa da tenere chiusa.
Come funzionano questi giorni
Il primo giorno si lavora sul restare: trovare il punto preciso in cui la tua attenzione se ne va, e imparare a starci. Il secondo giorno il meccanismo si vede in diretta - non il perché di dieci anni fa, ma come lo stai costruendo adesso - e nel pomeriggio si va al bordo: accompagnati, con una via d'uscita concordata prima, ognuno fin dove sceglie.
È il passaggio più profondo del retreat, e tutto il resto del programma esiste anche per renderlo sicuro. Il terzo giorno serve a riprendersi quello che è emerso e a costruire il rientro.
Venerdì iniziamo alle 15, sabato e domenica iniziamo la mattina alle 9:30 e facciamo una pausa pranzo lunga (potrai fare anche una bellissima camminata o dedicarti alle attività che preferisci).
Non è un assaggio e non è un corso. È un processo continuo che comincia il primo giorno e che, dopo il passaggio più profondo, ha ancora una giornata intera davanti. È per questo che il terzo giorno esiste.
Una voce di chi è stato qui:
"Sono tornato a casa e i miei familiari mi hanno chiesto cosa fosse successo. Mi vedevano uguale ma completamente diverso. Più rilassato, più presente, più me stesso."
"Le decisioni che prima mi paralizzavano ora fluiscono naturalmente. È come se avessi ritrovato una bussola interna che sapevo di avere ma non riuscivo ad ascoltare."
"Per la prima volta dopo anni non sto più combattendo con me stesso. Non sto cercando di essere migliore. Sono semplicemente me stesso, e funziona."
"Mia moglie mi ha detto che per la prima volta in anni sente che ci sono davvero. Non ho fatto niente di diverso. Ho solo smesso di proteggermi da lei."
Non so dirti cosa succederà a te.
Quello che so è che quando il rumore si ferma, quando il corpo ha spazio, quando non c'è niente da dimostrare - qualcosa si muove.
Diverso per ognuno, ma reale.
Parliamone prima di decidere
Se qualcosa di quello che hai letto ti ha toccato, parliamo.
Una conversazione di mezz'ora per vedere insieme se questo è il momento.
Ti racconto come funziona e cosa succederà davvero nel Retreat.
Tu mi dici dove sei, e da lì diventa più chiaro.
Se è il passo giusto, lo sentiamo entrambi. Se non lo è, te lo dico io senza giri di parole.
290€ fino al 30 settembre. Poi 390€.
Cosa cambia quando torni
Il Giorno Dopo.
Torni alla stessa casa, alla stessa famiglia, allo stesso lavoro. Le stesse persone, le stesse situazioni, gli stessi problemi di prima. È vero: il mondo là fuori è rimasto identico, ma il modo in cui tu ci stai dentro è trasformato.
Prendere una decisione non è più così stressante. Sai cosa è sì e cosa è no con più chiarezza. Non perché ci hai pensato su ore, ma perché lo senti nel corpo. Sei appoggiato su qualcosa di solido, che non si muove. Hai smesso di stare in equilibrio precario su una struttura che non era tua.
La "recita" è finita. Parli col tuo partner, con tua figlia, col tuo capo - e non stai più calcolando cosa dire per "gestire" la situazione. Dici ciò che serve. E stranamente, invece di creare caos, questo crea un'attenzione e un rispetto nuovi. Le persone sentono che non devi più "prepararti" a essere qualcuno per loro.
Torna l'energia. Smetti di perdere il 40% della tua vitalità per mantenere la maschera. Nel silenzio dove prima c'era rumore, quell'energia torna disponibile per vivere, creare, o semplicemente goderti un momento bello senza l'ansia di sottofondo.
La domenica sera arriva e il nodo non si ripresenta. La settimana che comincia smette di essere una minaccia: è una cosa che fai tu, e la differenza si sente proprio lì, alle nove di domenica.
Una volta che il tuo sistema nervoso ha ritrovato la Configurazione Generativa, non può dimenticarla. Non è uno sforzo di memoria. È un ritorno a qualcosa che era già tuo.
A un certo punto capiterà che qualcuno te lo dica: "Non so cosa hai fatto, ma sei diverso". E tu sorriderai, perché sai la verità: non hai fatto niente. Hai solo smesso di fingere.
290€ fino al 30 settembre. Poi 390€.
Mi chiamo Simone Pacchiele. Faccio questo lavoro da diciotto anni e ho tenuto centinaia di retreat.
Ho iniziato in un altro mondo: dopo la laurea, consulenza, multinazionali, università. Poi per dodici anni ho lavorato con imprenditori, atleti, dirigenti, artisti.
Negli stessi anni, il centro Counseling & Empowerment dell'Università Bocconi - con studenti alle prese con decisioni importanti, e con persone che cercavano di tenere insieme professione, famiglia, vita attraversando stress enormi.
Con persone che ripetevano gli stessi schemi da una vita senza capire perché.
Nessuna di loro era rotta. Tutte però sentivano che mancava qualcosa.
Lungo la strada ho studiato con maestri che mi hanno cambiato: Dennis Chong, Rafia Morgan e Turya Hanover, Joseph Riggio, A.H. Almaas, tra gli altri.
Cercavo qualcosa che funzionasse davvero, e per anni ho aggiunto: metodi, tecniche, formazioni. Poi ho cominciato a togliere. Quello che è rimasto in piedi oggi si chiama ReSonance.
Lavoro spesso con persone che hanno già provato molte cose. Che hanno letto i libri, fatto i corsi, "capito tutto" - e sono ancora qui, con qualcosa che non riescono a cambiare.
Non perché quello che hanno fatto non funzioni: funziona, e le ha portate fin qui.
Il fatto è che a quel punto serve qualcosa di diverso. E questo lo è.
Oggi chiunque può proporti un percorso di crescita personale. Per questo ti ho detto da dove vengo.
Ho fondato una scuola dove insegno questo lavoro ad altri: chi vuole può formarsi, diventare assistente e poi trainer. Ma quello viene dopo e solo se vorrai. Prima il ReSonance Retreat, e il lavoro su di te.
Cosa dicono i partecipanti
COSA TROVERAI
-
- Un gruppo della giusta dimensione.
Persone che non hanno bisogno di spiegarsi, che non ti chiedono di essere diverso da chi sei. Uno spazio dove la maschera può cadere senza che nessuno ti giudichi.
- Un gruppo della giusta dimensione.
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- Un lavoro che passa dal corpo. Non solo parole o comprensione, ma qualcosa che si muove sotto. Il ReSonance lavora con la corteccia prefrontale (la parte di te che pianifica e analizza) e con tutto il resto del sistema. Quando il corpo lascia andare la necessità di difendersi, la mente si riallinea da sola. Senza sforzo. Non è magia, è come funziona il tuo sistema mente-corpo.
-
- Supporto che continua anche dopo.
Il retreat finisce, il lavoro no. Non sei lasciato solo con quello che si è aperto.
- Supporto che continua anche dopo.
-
- Attenzione individuale.
Non è un percorso uguale per tutti. Quello che serve a te è diverso da quello che serve a un altro, e qui c'è spazio per quello.
- Attenzione individuale.
E una cosa importante: ci si diverte.
Quando il peso cade, quello che resta è anche leggero. A volte si ride. A volte molto.
Non è che sia tutto facile ma quando sei vero, c'è anche gioia.
QUANTO COSTA
Quanto ti sta costando in termini di qualità della tua vita il fatto che non vedi le cose con lucidità?
Il prezzo del ReSonance Retreat è di 290€
Dentro ci sono tre giorni residenziali, il lavoro dal vivo con me e il gruppo.
E dopo, una sessione individuale con me.
Non un questionario di gradimento: un'ora io e te, a distanza di qualche settimana, per riprendere quello che si è mosso e vedere dove sta andando. È compresa nel prezzo.
Vitto e alloggio non sono inclusi. Puoi dormire nella struttura dove lavoriamo oppure dove preferisci: mi sembra giusto che ognuno decida quanto spendere.
Nella struttura si sta intorno agli 85 euro a notte, colazione compresa - e la colazione è di quelle abbondanti, non tre biscotti secchi. Nei dintorni puoi trovare anche a meno. Poi, per i pasti sei libero: qui intorno c'è di tutto, dalla pizzeria al kebab al ristorante stellato, con tutto quello che c'è in mezzo.
Se vuoi parlare prima di iscriverti, prenota una chiamata
Se hai già deciso:
290€ fino al 30 settembre. Poi 390€.
Mi ritrovavo periodicamente a combattere contro gli stessi mostri: mi chiedevo cosa volessi, senza mai riuscire a dare una risposta che convincesse ogni parte di me. Facevo piani di lavoro e progetti, ma senza una vera convinzione che mi spingesse a portarli a termine con successo. Sentivo che le mie tantissime energie andavano sprecate, perse. Ero stanca, di una stanchezza sconsolata.
Grazie al ReSonance ho realizzato di sapere molto bene cosa volessi… Anzi, di averlo sempre saputo! Si trattava di qualcosa che avevo individuato e scelto tanto tempo prima, quando ero una bambina, qualcosa che per motivi all'infuori di me avevo messo e mettevo quotidianamente in discussione e sotto esame.
Accettare di volere quella cosa, di volerla davvero e soprattutto di volerla a modo mio, è stato un primo grande passo. Sembra assurdo, ma siamo condizionati anche sul come sarebbe giusto volere le cose che desideriamo.
Ora mi chiedo come continuare a fare ciò che amo, sempre più e sempre meglio, e non più se sia davvero la mia strada. Si tratta della mia strada nella misura in cui il percorrerla non mi pesa, nonostante tutto.
Prima avevo paura delle onde… Ora le aspetto per cavalcarle!
Maria Pia
Sono entrata in quella stanza venerdì pomeriggio e dopo 2 ore ero spiazzata perché erano cose che non avevo mai sentito prima. Il giorno dopo ho capito.
Non sono mai stata lasciata sola in tutto ciò che avveniva dentro di me.
Nonostante la stanchezza, non mi sento stanca. Sono in pace. È bellissimo.
Lara
Ciao Simone,
ti ringrazio di cuore. È stata un’esperienza di quelle che vale la pena fare e di quelle che voglio fare per restare in gergo ReSonance 🙂
A partire da te col tuo modo di stare, di trasmettere e di tenere, a seguire con la scelta del posto e con il gruppo che si è formato (indubbiamente anche per merito tuo).
Ho visto un modo diverso di vivere la vita e avevi ragione tu, non è sufficiente spiegarlo.
Vederlo attraverso le esperienze degli altri e attraverso la mia quando abbiamo lavorato insieme è una cosa che non posso più scordare.
Non si può più far finta di non saperlo, sento che “c’è ciccia” e non vedo l’ora di scoprire come sedimenterà in me. Non so ancora come la mia vita cambierà ma sento che sarà diversa, è come se avessi piantato un seme questo weekend.
Eleonora
DOMANDE FREQUENTI (e risposte che potrebbero sorprenderti)
Quello che trovi qui non è una serie di tecniche da applicare. È chiarezza su come sei quando sei al meglio - e da lì, tutto il resto si semplifica.
Questo lavoro richiede un'attenzione che posso dare a un piccolo gruppo di persone, le persone giuste.
Se qualcosa di quello che hai letto ti ha parlato, prenota una chiamata.