PRESENZA
Il primo passo per smettere di scappare da te stesso
Se non riesci mai a fermarti. Se ogni pausa deve essere riempita con qualcosa - qualsiasi cosa. Se quando ti fermi il silenzio fa troppo rumore. Se ti senti sempre altrove mentre la vita succede davanti a te.
Inizia da qui.
PRESENZA, La prima dimensione di DARE FORMA
Corso integrale | €98
Intero evento, trascrizioni integrali e manuale inclusi
Giovedì scorso Luca è uscito dalla riunione più importante dell'anno e non ricorda una sola parola di quello che ha detto.
Ha parlato per 20 minuti. Hanno annuito. Hanno preso appunti.
Ma lui non c'era. Stava recitando un copione. Le parole uscivano, ma lui era da un'altra parte.
Dopo, il suo capo gli ha detto: "Ottima presentazione." E Luca ha pensato: "Se solo sapessi che io non c'ero."
Quella sera Marco ha guardato sua figlia negli occhi per la prima volta in 6 mesi.
Non stava più usando il tono che suo padre usava con lui.
Non stava più trattenendo la rabbia che poi esplodeva con la sua compagna.
Stava semplicemente lì, presente. E sua figlia l'ha sentito.
La settimana scorsa, Claudia ha sentito suo marito dirle quello che le dice da tre anni: "Non ci sei. Sei qui fisicamente, ma non ci sei."
E questa volta, invece di difendersi, ha sentito che aveva ragione.
Erano a cena. Lui le parlava. La bocca di lui si muoveva. Ma lei era già altrove — nella riunione del giorno dopo, nella chiamata che doveva fare, nella lista delle cose da sistemare.
Stava guardando suo marito. Ma non lo stava vedendo.
Sabato sera Sara è uscita con le sue amiche. Hanno riso. Hanno brindato. Hanno raccontato storie.
Tre ore dopo, tornando a casa in macchina, Sara si è resa conto che non ricordava niente.
C'era stata. Aveva sorriso. Aveva risposto.
Ma non aveva sentito niente.
Come guardare un film con il volume spento.
Domenica pomeriggio, Matteo si ritrova da solo in casa per la prima volta in settimane.
Moglie e figli fuori. Nessun impegno. Nessuna urgenza.
Silenzio.
Dopo 3 minuti prende il telefono.
Dopo 5 minuti è già in macchina, direzione ufficio. "Devo finire quella cosa."
La cosa era finita da giovedì.
Quello che non può finire è stare da solo con se stesso. Senza niente da fare. Senza nessuno a cui rispondere.
Perché quando si ferma, c'è troppo rumore.
Riconosci anche solo uno di questi momenti?
Quella sensazione di essere altrove. Di recitare la tua vita invece di viverla. Di scrollare il telefono per la ventesima volta perché fermarti fa troppa paura.
Ti manca sapere DOVE scappi. E soprattutto, cosa c'è sotto.
PRESENZA te lo mostra.
IL PROBLEMA
Luca ci ha provato. Ha preso due settimane di ferie ad agosto. Niente telefono, niente email. Mare, silenzio, famiglia.
Al terzo giorno stava già cercando il Wi-Fi del ristorante per controllare la posta. Al quinto giorno ha fatto una "chiamata veloce" con un collega. Alla fine della seconda settimana era più stanco di quando era partito.
Ha detto a sua moglie: "Ho bisogno di un'altra vacanza per riprendermi dalla vacanza."
Claudia ha provato con lo yoga. Ogni martedì sera, un'ora e mezza. Le piaceva l'idea. Le piaceva dirlo alle amiche. Le piaceva il tappetino nuovo.
Ma durante la pratica la sua testa era ovunque tranne che lì. Faceva le posizioni pensando alla lista della spesa. Faceva il rilassamento finale pianificando la mattina dopo. Alla fine usciva e guardava il telefono ancora prima di togliersi le scarpe.
Dopo 6 mesi ha smesso. Ha detto: "Non fa per me."
La verità è che non riusciva a restare ferma nemmeno lì.
Matteo ha provato con la corsa. Ogni mattina, 6:30, dieci chilometri. Gli dicevano tutti che correre svuota la testa, che dopo ti senti nuovo.
E in effetti correva. Ma mentre correva pensava al lavoro. Pensava alla discussione con sua moglie. Pianificava la giornata. Ripassava le cose da dire al suo capo.
Ha sostituito un modo di scappare con un altro. Solo che questo aveva le scarpe da ginnastica.
Sara ha provato col weekend di "stacco totale". Telefono spento, amica del cuore, spa in montagna. Due giorni per "ricaricarsi."
Domenica sera, tornando a casa, ha sentito lo stomaco chiudersi. Lunedì mattina alle 7:15 era già come prima. Come se quei due giorni non fossero mai esistiti.
Ha capito una cosa: non stava ricaricando niente. Stava solo mettendo in pausa.
E c'è chi ha fatto anche di più. Ha provato la terapia. La mindfulness. Qualche corso di meditazione.
Ha imparato a respirare col diaframma. Ha capito intellettualmente che dovrebbe "stare nel presente." Ha letto i libri giusti, ascoltato i podcast giusti.
Sa tutto su come dovrebbe funzionare.
Ma quando arriva quel silenzio — quello vero, quello dove non c'è più niente da capire e niente da applicare — la mano va al telefono lo stesso. Il pensiero parte lo stesso. Il bisogno di fare qualcosa, qualsiasi cosa, vince lo stesso.
Ha aggiunto strumenti. Ma il meccanismo sotto è rimasto identico.
Ecco il punto che nessuno ti dice.
Puoi prendere ferie. Puoi fare yoga, meditazione, mindfulness. Puoi correre. Puoi staccare il telefono per un weekend.
Tutti questi approcci ti chiedono di aggiungere qualcosa. Una pratica, una tecnica, un'abitudine. E qualcosa si allenta, per un'ora, per una sera, per un weekend. Poi torni alla tua vita e nel giro di 48 ore sei esattamente dove eri prima.
Perché nessuno di questi approcci ti porta dentro quello che senti. Ti portano accanto. Ti fanno osservare, descrivere, respirare mentre qualcosa si muove sotto la superficie. Ma la cosa sotto la superficie resta intatta.
Quel nodo allo stomaco che senti quando ti fermi — ha una forma. Ha una consistenza precisa. Ha qualcosa dentro. E finché resti a guardarlo dall'esterno, il meccanismo che ti fa scappare rimane identico.
PRESENZA ti porta dentro.
PERCHÉ QUESTO LAVORO È DIVERSO
Negli ultimi 20 anni ho lavorato con centinaia di persone — a volte persone con vite veloci e la necessità costante di tenere insieme tanti pezzi — che avevano esattamente questo schema.
Persone capaci, intelligenti, funzionanti. Che da fuori sembravano avere tutto sotto controllo e da dentro sentivano di essere in un posto dove non riuscivano a restare.
Molti avevano già fatto percorsi. Terapia, coaching, formazione, meditazione. Alcuni avevano risolto pezzi importanti. Ma questa cosa — il meccanismo che li faceva scappare da sé stessi — era ancora lì.
Ho insegnato 12 anni in Bocconi. Ho studiato per oltre un decennio con ricercatori e maestri che lavorano sulla relazione tra corpo, linguaggio e risposte automatiche del sistema nervoso.
E una cosa è diventata chiara per me: osservare un'esperienza e entrarci dentro sono due cose completamente diverse. Come la differenza tra guardare una porta chiusa e attraversarla.
Le Esplorazioni che facciamo in PRESENZA sono costruite per portarti oltre la porta.
Questo è il lavoro che mancava prima di tutto il resto.
COSA È PRESENZA
PRESENZA è la capacità di restare.
Restare quando l'agitazione arriva. Restare quando il silenzio diventa scomodo. Restare quando ogni cellula del tuo corpo ti comanda di fare qualcosa, qualsiasi altra cosa.
Senza questa capacità, tutto il resto che provi a cambiare nella tua vita si sgretola.
Vuoi capire perché reagisci sempre allo stesso modo con le persone intorno a te? Devi prima riuscire a restare fermo quando senti quella emozione salire.
Vuoi smettere di raccontarti che non sei abbastanza? Devi prima riuscire a restare con quella voce abbastanza a lungo da sentirla davvero.
Vuoi chiudere i conti con qualcosa che ti porti dietro da anni? Devi prima riuscire a non scappare quando quel peso si fa sentire.
PRESENZA è il terreno. Tutto il resto viene dopo.
COSA SUCCEDE IN PRESENZA
1. Sentirai dove scappi
C'è un punto preciso dove la tua attenzione se ne va. Ogni volta. Lo stesso punto. Lo stesso momento.
Attraverso un'Esplorazione guidata arrivi esattamente lì. Nel posto dove di solito non resti mai abbastanza a lungo da vedere cosa c'è.
Marco, quando ci è arrivato, ha sentito per la prima volta in 20 anni una vibrazione al petto. Quella cosa che copriva ogni giorno con email, telefonate, emergenze inventate. Era sempre stata lì. Lui non si era mai fermato abbastanza per sentirla.
2. Vedrai cosa c'è sotto
Risponditi adesso: quando è stata l'ultima volta che sei rimasto da solo, senza fare niente, per più di 10 minuti? Cosa hai fatto appena hai sentito il vuoto arrivare? Dove sei andato?
Nella seconda sessione si va più a fondo. Sotto l'agitazione, sotto il bisogno di riempire, sotto la corsa — c'è qualcosa di molto specifico. Diverso per ognuno. Ma sempre lì.
3. Impari a restare — e porti via un processo tuo
Alla fine delle due sessioni qualcosa è cambiato nel modo in cui funzioni. Hai un processo che ti permette di:
Riconoscere quando stai scappando — nel momento in cui succede, non ore dopo. Quando prendi il telefono per la decima volta in 5 minuti, sai cosa sta succedendo. Quando riempi il weekend di impegni che non servono, lo vedi.
Sentire quello spazio tra lo stimolo e la reazione — quando qualcuno ti provoca, quando il tuo capo ti attacca, quando il tuo partner ti dice quella cosa. C'è un istante prima della tua risposta automatica. Dopo PRESENZA, quell'istante lo senti.
Questo processo funziona alle 6 di mattina e alle 11 di sera. In ufficio e in macchina. Non dipende da un'app, da un cuscino, da un istruttore. È tuo.
COSA CAMBIA DOPO
Dopo PRESENZA non avrai risolto tutti i problemi della tua vita. Non funziona così, ovviamente.
Ma il giorno dopo qualcosa sarà diverso.
Sei in macchina verso l'ufficio. La testa parte come al solito — la riunione delle 9, la mail a cui non hai risposto, quella cosa che un familiare ti ha detto a colazione. Ma questa volta lo senti. Senti il momento esatto in cui non sei più lì. E puoi scegliere di tornare.
Sei a cena con la tua famiglia. Il tuo partner ti racconta della sua giornata. Di solito dopo 30 secondi sei già altrove — annuisci, ma stai pensando ad altro. Questa volta ti accorgi che stai andando via. E resti.
Sono le 22:30 e sei sul divano. Senti quella cosa allo stomaco — quel nodo, quella irrequietezza. La mano va verso il telefono. Ma stavolta sai cos'è. Sai cosa stai cercando di non sentire. E per la prima volta puoi decidere se scappare o restare lì un momento.
Non è che l'agitazione sparisce. È che la riconosci. E tra il sentirla e reagire, adesso c'è uno spazio che prima non c'era.
Dopo averlo fatto Elena mi ha scritto:
"Simone, sabato sono tornata a casa. Mi sono seduta sul divano. Ho sentito quel nodo allo stomaco arrivare. Quella cosa che copro sempre guardando il telefono, accendendo la TV.
Ma questa volta non ho fatto niente. Sono rimasta lì.
E sotto il nodo c'era una voce. Piccola. Che diceva: 'Non sono abbastanza.'
È la prima volta in 15 anni che la sento. Perché di solito scappo prima."
Questo è PRESENZA. Ti fa vedere che c'è un nodo, dov'è, e come lavorarci. Che è esattamente il primo passo che manca a tutto il resto.
L'INVESTIMENTO
- Registrazioni integrali di entrambe le sessioni
- Trascrizioni complete
- Manuale
- Accesso al gruppo privato per supporto
Perché questo lavoro richiede attenzione. Spazio. Tempo per ognuno.
PRESENZA è uno dei moduli di DARE FORMA, un percorso completo in 12 dimensioni.
Ma non devi decidere adesso se seguirlo in tutti i moduli, ogni modulo è indipendente dagli altri e aggiunge chiarezza, comportamenti, decisioni, capacità di vedere nuove.
Fai PRESENZA. Vedi cosa succede. Senti la differenza.
Poi quando sarà il momento, nei prossimi mesi, ti presenterò i prossimi moduli e deciderai se partecipare.
Una cosa alla volta. Inizia da qui.
Domande Che Probabilmente Ti Stai Facendo
"Come faccio a sapere se PRESENZA fa per me?"
Rileggiti gli scenari di Luca, Claudia, Matteo e Sara. Se in almeno uno hai sentito qualcosa muoversi — un riconoscimento, un fastidio, un "cavolo, sono io" — quella è la tua risposta.
Non serve sapere esattamente cosa c'è sotto. Serve sentire che c'è qualcosa sotto.
"PRESENZA è tutto il percorso o solo il primo passo?"
PRESENZA è un modulo completo. Funziona da solo. Alla fine del corso hai qualcosa che prima non avevi, e quella cosa resta tua. È anche uno di 12 moduli. Ognuno apre qualcosa di specifico — una capacità, un modo di vedere, uno spazio di azione che prima non era disponibile. Sono indipendenti l'uno dall'altro.
Fai PRESENZA. Vedi cosa cambia. Poi decidi se qualcuno o tutti gli altri.
"Perché costa solo €98?"
Perché voglio che tu veda cosa succede quando ti fermi davvero. Prima di decidere qualsiasi altra cosa.
So che €98 per un corso così denso può sembrare poco rispetto a quello che hai speso in passato — corsi, percorsi, retreat, sessioni. Alcuni di quei percorsi ti avranno dato molto. Ma probabilmente sei ancora qui a leggere questa pagina.
Il prezzo è basso di proposito. È una porta d'ingresso. Fai PRESENZA, senti come lavoro, vedi se funziona per te. Poi decidi.
"Cosa succede se non posso partecipare live?"
Avrai le registrazioni complete di entrambe le sessioni. Se puoi ovviamente partecipa live.
"Devo credere in qualcosa di particolare?"
No. Zero.
In PRESENZA non parliamo di energie, chakra, frequenze vibrazionali. Non usiamo terminologia orientale. Non accendiamo incensi o palo santo.
Quello che facciamo è molto più semplice e molto più difficile: ti fermi. Senti cosa succede nel tuo corpo. Noti dove va la tua attenzione quando il silenzio diventa scomodo. E resti lì un momento in più di quello che faresti da solo.
Questo funziona che tu sia un ingegnere scettico, un terapeuta esperto o uno che non ha mai meditato in vita sua. Funziona perché stiamo lavorando su quello che succede nel tuo sistema nervoso quando smetti di scappare. E quello non ha bisogno che tu ci creda — ha solo bisogno che tu ci sia con tutta la tua attenzione.
"E se dopo PRESENZA voglio capire meglio?"
Dopo il weekend ti darò tutte le informazioni sulle prossime 11 dimensioni. Una cosa alla volta, fai questo lavoro prima.
PARTECIPA A PRESENZA
Domani mattina ti sveglierai. Partiranno i pensieri. Prenderai il telefono prima ancora di alzarti. La giornata ti porterà via, come tutte le altre.
E domani sera, sul divano, sentirai di nuovo quella cosa. Quel nodo. Quella stanchezza che non c'entra col sonno. E farai quello che fai sempre — accenderai qualcosa, aprirai qualcosa, ti distrarrai con qualcosa.
Oppure, tra due settimane, puoi essere in un posto dove per la prima volta guardi quella cosa in faccia. E scopri cos'è.