Coaching e Neuroscienze

 

C’è una abitudine davvero pericolosa nel mondo dello sviluppo personale.

Quella di creare libri e corsi in cui si parte da premesse ‘scientifiche’ (tipicamente le neuroscienze, che adesso vanno tanto di moda)

neurotrasmettitori
cortisolo
axoni
mielina

un po’ di parole a caso 😉

e poi usare quei concetti per supportare la validità di sciocchezze totali come:

“smetti di essere te stesso”
“diventa supernaturale”
“la fisica quantistica rende tutto possibile”

Nel ReS parliamo di neuroscienze da almeno 5 anni
… e di come linguaggio e corpo siano strettamente collegati

E ti assicuro che le vere neuroscienze vanno in direzioni totalmente diverse.

Puoi vederlo da solo: pensaci un attimo…

Mi spieghi come potrebbe mai essere possibile ‘smettere di essere te stesso’?

Mi dici quale presupposto contiene questa geniale frase?

Beh… una su tutte: che così come sei non vai bene.
Che così come si, qualunque cosa tu faccia, non puoi farcela.

Che per avere risultati devi diventare qualcun altro.

Alla faccia dell’accedere alle PROPRIE RISORSE.

Stessa cosa con ‘diventa supernaturale’.

La nostra natura è tutto quello che abbiamo, ed è capace di cose straordinarie se impariamo a conoscerle ed allenarle.

Non c’è bisogno di diventare qualcosa che non sei.
Perché sei già perfetto così.

E puoi fare un sacco di cose che adesso non percepisci possibili.

Io ti insegno a farlo nel corso di luglio

https://www.simonepacchiele.com/corso-coaching-estate-2018/

E’ il passato che determina il futuro?

La gran parte delle persone proietta il proprio passato verso il futuro, e così ri-crea ogni volta i risultati che ha ottenuto fino a quel momento.

Anche quando questi sono i risultati che non vuole più e che desidera cambiare.

La chiave di questo processo in cui ri-crei la tua realtà ogni volta sono le convinzioni, perché quello in cui credi determina ciò che percepisci come individuo e quello che credi sia vero del mondo e delle persone che ci vivono… e soprattutto di te stesso.

Insomma la percezione E’ realtà. O meglio la percezione DIVENTA realtà a causa delle convinzioni che hai.

Il pericolo in questo tipo di cose incomincia quando inizi a sostituire quello che percepisci con i dati PURI che arrivano dall’esterno quando agisci e crei un impatto nel mondo.

Nel ReSonance non lavoriamo semplicemente per darti ‘convinzioni potenzianti’ e poi agire sulla base di quello.

Ma imparerai ad agire subito partendo da una base pura in cui hai chiara la tua direzione, e a formarti le tue convinzioni sulla base dei risultati che ottieni.

Ti aspetto dal 22 al 28 luglio per imparare il ReSonance ed ottenere risultati in linea con quello che vuoi e con CHI SEI, e per prendere il Diploma di Coaching ai sensi della legge 4/2013.

Clicca qui per saperne di più.

 

A TUTTI I ‘MENTAL COACH’

 

Brevissima nota introduttiva all’articolo, che ho scritto il 27 aprile 2018: sono Simone Pacchiele e trovi qualcosa su di me qui. Da circa 15 anni insegno e faccio ricerca nel Coaching, dal 2011 sono docente in Università Bocconi sui temi della performance e dell’empowerment.

Ti aspetto nel Gruppo Coaching Italia per discutere di questi argomenti.

Buona lettura.

 

A TUTTI I ‘MENTAL COACH’: I RISULTATI VERI HANNO BEN POCO DI MENTALE. SCOPRI COSA TI MANCA.

Il bravo coach ‘medio’ ti dirà che vincere è una questione di testa.

E magari se lo tatua anche addosso questo suo motto.

Magari è un coach che si occupa di performance, e sostiene che serve preparazione mentale per fare sport ad alti livelli.

In realtà non è esattamente così.
Per generare performance, e non solo nello sport, la chiave non è la ‘preparazione mentale.

Per quanto possa sembrarti strano, le moderne neuroscienze hanno invalidato dalla base la concezione per cui la mente è il ‘ponte di comando’ da cui si determinano tutti i risultati che ottieni.

E’ piuttosto il contrario, è il corpo che ha una grande influenza sul pensiero e sulle decisioni che sei in grado di prendere.

Per questo i ‘mental coach’ non potranno mai ottenere risultati duraturi e profondi.

Perché non è dalla mente che arrivano i risultati.

Vincere non è questione di testa. E questo vale per lo sport, per il business e per qualsiasi ambito della vita personale e professionale.

E’ questione di allineamento tra parte somatica e parte mentale.

E’ cambiare la propria ’embodied cognition’, come direbbero le moderne teorie cognitive.

 

I vecchi approcci cognitivi partono da una visione teorica in cui c’è una cesura tra percezione e il modo in cui pensiamo.

In realtà il modo in cui pensiamo, le decisioni che prendiamo, anche come interagiamo con gli altri sono tutte cose fortemente dipendenti dai processi percettivi e motori.

Da come sentiamo e da quello che sentiamo con il nostro corpo.

In altri termini tra processi cognitivi (le decisioni), processi percettivi (quello che senti) e processi motori (l’azione) non c’è una gerarchia per cui ‘la mente comanda’.

Non è che prima percepiamo, poi pensiamo come agire e poi agiamo.

Ma c’è invece una circolarità.

L’azione influenza la percezione ed il pensiero.

 

In poche parole…

Prima Agisci e quindi comprendi e decidi.

Quando riesci ad implementare queste idee e a potenziarle con un set di tecniche per la performance allineate…

i risultati arrivano molto velocemente…

Clicca qui per imparare un approccio un approccio davvero funzionale al cambiamento, agli obiettivi, al Coaching.

A presto,

 

Simone

 

[COACHING] 7 miliardi di modi diversi per migliorare

Brevissima nota introduttiva all’articolo, che ho scritto il 26 aprile 2018: sono Simone Pacchiele e trovi qualcosa su di me qui. Da circa 15 anni insegno e faccio ricerca nel Coaching, dal 2011 tengo corsi in Università Bocconi sui temi della performance, del Coaching e dell’empowerment.

Ti aspetto nel Gruppo Coaching Italia per discutere di questi argomenti.

Buona lettura.

Nel mondo del Coaching e del cambiamento viene utilizzato un approccio basato sulle conoscenze di 50-60 anni fa, chiamato nel mondo delle neuroscienze ‘teoria computazionale della mente’.

Ne ho parlato in una delle masterclass ReSonance tenute recentemente, ma per sintetizzare questo approccio è quello per cui i processi cognitivi che portano alla performance sono riconducibili alla mente.

TUTTO il coaching classico – quello che trovi in giro nei vari corsi, PNL etc – è basato su questo approccio: la mente è il ponte di comando che con i suoi algoritmi – i ‘programmi’ che gli dai – ti consente di ottenere migliori risultati.

In realtà le moderne neuroscienze hanno cambiato questo paradigma, affermando che la mente ha un approccio limitato quando si parla di ottenere migliori risultati.

Ci sono DUE fatti sicuramente veri:

– Non siamo mai stati istruiti su come si generano performance

– Quando generi performance lo fai coinvolgendo la componente somatica oltre quella mentale.

Non siamo stati abituati a pensare che la gran parte delle cose che ‘pensiamo’ in realtà non avvengono all’interno della nostra mente.

Abbiamo ‘cervelli multipli’ che lavorano tutti insieme – nello stesso momento – per farci ottenere i fantastici risultati che già otteniamo oggi.

Innanzitutto tutto questi cervelli pensano… che vuol dire:

Sentono
Comprendono il contesto
Creano significato
Decidono
Agiscono

Ma la VERA scoperta delle neuroscienze moderne è che ABBIAMO UN CORPO che esiste e interagisce nel modo in cui generiamo performance.

Anche quelle performance che ci sembrano SOLO mentali, come prendere decisioni o scegliere una strategia di impresa, o progettare una macchina o fare un bilancio.

Il modo in cui siamo organizzati nel nostro corpo determina quali sono i risultati che siamo capaci di ottenere.

Questa è la base delle moderne teorie cognitive, ed è racchiudibile nel concetto di ‘capacità cognitive localizzate nel corpo’ o ’emboedied cognition’.

Insomma il pensiero è un atto totale, che si basa ANCHE su come ci organizziamo somaticamente specialmente per quanto riguarda il ritmo e il senso equilibrio che abbiamo nel corpo.

E se generiamo performance con il nostro intero sistema mente-corpo allora è necessario lavorare sull’intero sistema mente-corpo per aiutare le persone a generare migliori performance.

E questo è quello che avviene nel ReSonance, in cui impari ad ottenere migliori risultati per te e per gli altri utilizzando tutte le tue risorse.

MenteCorpo (o Embodied Cognition, come viene chiamata in inglese) è la chiave della performance.

Esistono 7 miliardi di modi diversi in cui ci si può organizzare per raggiungere un obiettivo.

Perché ogni persone ha il proprio modo unico di utilizzare l’hardware comune a tutti con il software che gira all’interno della propria mente e del proprio corpo.

Per questo è fondamentale che tu scopra il tuo modo unico, la tua combinazione specifica di come organizzi il hardware e il tuo software per fare in modo che il modo in cui sperimenti il mondo e ti muovi nel mondo sia quello più efficace possibile.

Alla fine se ci pensi… il tuo corpo è al centro di tutto quello che chiami esperienza. E’ lo strumento con cui senti e prendi le informazioni per prendere decisioni e agire.

Il tipo di filtri che hai nella tua mente e nel tuo corpo quando entrano dati sono fondamentali… perché se prendi dati sbagliati prenderai decisioni sbagliate.

Quello su cui porti l’attenzione quando prendi una decisione è fondamentale, ed è per questo che deci aggiornare i tuoi filtri ed il ‘sistema operativo’ che è alla base delle tue decisioni.

Ti aspetto al Corso Intensivo di ReSonance a luglio, dove prenderai anche il Diploma di Coaching.

https://www.simonepacchiele.com/corso-coaching-estate-2018/

[Corso di Coaching] Mi spieghi perché costa così poco?

Corso di Coaching Intensivo ReSonance

 

Ciao,

l’altro giorno parlando con una cliente che mi ha chiesto informazioni sul corso intensivo di Coaching ReSonance mi sento chiedere esplicitamente.

“Mi spieghi perché il Corso intensivo costa così poco?”

Partendo dall’idea che comunque 1600 euro non sono bruscolini e che dietro al corso intensivo di luglio c’è un lavoro organizzativo che non vedi ma è massiccio…

… non sono rimasto sorpreso più di tanto per la domanda

…e le ho dato più o meno la stessa risposta che sto per dare a te nelle prossime righe.

So bene che esistono corsi che durano uno o due anni e che costano 6-7000 euro l’anno.

Che si fanno pagare tutti in anticipo.

Il problema è che molto spesso chi li acquista – magari fidandosi dell’equivalenza pago tanto subito = alta qualità – poi spesso rimane deluso e vorrebbe andare via e riprendersi i soldi indietro.

Solo che ormai ha pagato ed è ‘costretta’ di fatto a finire il corso, spesso con enorme frustrazione.

Nel ReSonance ho deciso di lavorare in maniera diversa.

Personalmente ODIEREI il fatto di avere in aula persone a cui non piace il mio corso, e che se potessero starebbero altrove a spendere i soldini che hanno investito in un corso che li ha delusi.

E so bene che imparare a fare Coaching professionale è un lavoro di una vita.

E nel ReSonance lavori allo stesso tempo sui ‘tuoi aspetti’ personali e professionali e sulle tua abilità di cambiare gli altri…

Ma nella mia esperienza è molto più efficace:

1. Fare una settimana come quella di luglio di 7 giorni intensi in cui in un piccolo gruppo sei seguito e prendi il diploma di Coaching e inizi a misurarti nel mondo reale con le persone a cui farai coaching (se vorrai farlo ovviamente)

2. E poi se il corso ha rispettato le tue aspettative e vuoi approfondire puoi continuare con la Mastery in moduli in cui approfondisci alcuni aspetti e ‘ripercorri’ il lavoro con più profondità e ti specializzi in un settore in cui desideri davvero diventare forte.

Ma potrai farlo avendo già un diploma e soprattutto un po’ ‘ore di volo’ di Coaching.

Quindi…

Il ReSonance è un percorso di Coaching Modulare in cui inizi con la settimana di luglio e prendi il diploma.

E poi, con già il diploma di Coach in tasca, SE VUOI E SOLO SE VUOI decidi se continuare e approfondire nella Mastery per completare un percorso di un anno-18 mesi (a seconda del livello a cui ti trovi e del settore in cui vuoi specializzarti).

Questo ti consente di:

– spendere una cifra inferiore all’inizio per il diploma
– scegliere tu se e come continuare nel percorso ReSonance una volta che hai acquisito un po’ di esperienza.

Beh, ti aspetto a luglio per il Corso Intensivo

A presto!

Simone

[TI COPIANO?]

Ogni tanto mi scrive qualche cliente che mi dice

‘i miei concorrenti mi copiano, non so come farli smettere’.

Soprattutto nel settore dei servizi e della formazione questa cosa succede spessissimo.

Qualche nota a riguardo.

1. Se ti copiano stai facendo bene.

Ti sei mai chiesto perché copiano le Louis Vuitton e non le borse di Tonino Loscarparo?

Lo so che sembra un contentino e so bene la sensazione che si prova quando qualche scappato di casa prende pari pari un tuo articolo, una tua idea, un tuo logo, un tuo servizio e se lo attribuisce.

Ma credimi è il segno che stai facendo bene.

2. Copieranno la superficie non la sostanza. Copieranno il tuo copy (appunto), le tue parole, la tua grafica.

Scimmiotteranno il tuo approccio negli elementi che riescono a vedere. Ma si perderanno qualche elemento essenziale che è quello che in realtà fa funzionare tutta la faccenda. Che è lì davanti a loro ma che non notano – perché non hanno letteralmente la struttura per farlo.

3. Copiare è una cosa, imparare un’altra.

Come dice Bobby Axelrod nella prima puntata della 3 stagione di Billions quando è costretto ad aprire i propri conti di trading ad un consulente e far vedere le proprie operazioni in borsa…

“Un sacco di gente guarda i film di Bruce Lee, questo non vuol dire che sappiano fare karate.”

La vera essenza di quello che fai – se è valido e davvero unico – non è copiabile.

E’ il modo in cui fai le cose, e i 5-10-15 anni di esperienza che hai acquisito. Non una cazzo di landing page con del testo scritto su.

Anzi, chi copia apparirà sempre una copia, appunto. E si svaluterà ancora di più.

Per quanto difficile, lascia parlare i risultati e fregatene di quello che fanno i tuoi competitor copioni.

Ti stanno solo facendo un favore, mandandoti gratis clienti.

Buona serata!

Iscriviti al Corso Intensivo di Coaching ReSonance dal 21 al 27 luglio 2019

x