Non devi stressarti per forza!

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Non devi stressarti per forza.

Quello che ho scoperto lavorando per anni con persone che generano performance ad alto livello è che oltre ad avere più successo sono anche più rilassate.

La mitologia che bisogna essere continuamente stressati e portare pesi sempre più grandi man mano che avanziamo verso il successo… per queste persone semplicemente non esiste.

Sono la testimonianza che puoi vivere una vita straordinaria e lontanissima dalla battaglia per la sopravvivenza che vedo ogni giorno compiere a molti.

Da questa posizione di performance non esiste il ‘mors tua vita mea’. Non devi necessariamente fare le scarpe a qualcuno per prenderti quello che vuoi.

Non è che queste persone non sentono mai lo stress… ma sanno come muoversi per la maggior parte della propria vita come se non stessero facendo qualcosa di stressante…

E per loro è così.

✅ se vuoi imparare come si fa, nel ReSonance puoi imparare qual è e come accedere nel tuo specifico modo alla struttura che ti consente di operare in questo modo.

✅ Ti aspetto al ReSonance Start di Verona!

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La Neurochimica della felicità (e della sopravvivenza)

Quello che chiamiamo ‘felicità’ è un insieme di sensazioni generate da una perfetta combinazione di quattro neurotrasmettitori che vengono rilasciati dal cervello nel nostro corpo.

La dopamina.
L’endorfina
L’ossitocina.
La serotonina.

 

Questi neurotrasmettitori vengono ‘spruzzati’ nel corpo quando il tuo cervello percepise qualcosa di buono per la tua sopravvivenza.

E poi – dopo – li spegne, così che possano zampillare di nuovo quando qualcosa di interessante incrocia il tuo percorso.

 

Ciascun neurotrasmettitore della felicità scatena una emozione positiva diversa.

La dopamina genera la gioia quando trovi qualcosa che cercavi o risolvi un problema.

L’endorfina produce l’insensibilità al dolore e genera l’euforia.

L’ossitocina la gioia di essere al sicuro in un gruppo con cui abbiamo un legame e che si prende cura di noi e di cui ci prendiamo cura.

La serotonina genera la sensazione positiva di essere rispettati e l’orgoglio di essere ammirati.

 

Forse per te la felicità non è questo. O meglio, in questo momento non la vedi così.

E non la vedi così perché i neurotrasmettitori funzionano senza le parole e si generano PRIMA delle parole.

Anche gli animali funzionano nello stesso modo: si dirigono verso ciò che dà loro felicità, che è ciò che aumenta la possibilità di sopravvivere. E si allontanano da ciò che li rende infelici.

I neurotrasmettitori sono lo stratagemma che la natura ha inventato per fare in che modo che ciò che ti fa sopravvivere sia anche ciò che ti rende felice.

 

Per Madre Natura, la sopravvivenza equivale alla felicità.

Il tuo sistema limbico ti dice continuamente

“Questo è buono per te, vattelo a prendere”

oppure

“Questo ti fa male, allontanati”.

Poi nella vita di tutti i giorni ovviamente non agisci sempre in base a questi messaggi perché la tua neocorteccia, la tua mente razionale, è in grado di ignorare questi messaggi.

 

Ma qui si genera un abbassamento della performance: è qui che inizi a generare risultati inferiori a quello che è possibile per te.

E allora il tuo sistema limbico riprova di nuovo.

La tua mente può cercare di ignorare i neurotrasmettitori per un tempo limitato, ma al centro di chi sei… il tuo sistema limbico sa cosa ti fa bene e cosa no.

E sa come fai a creare performance al tuo livello, se solo glielo permetti.

 

Quello che facciamo nel ReSonance è questo.

Insegnarti ad allineare il tuo sistema limbico e la tua Neurochimica della felicità e della performance con la tua mente razionale, la neocorteccia, la parte che ragiona, che fa calcoli e che vive nel mondo moderno.

Non siamo più animali, ovviamente. Ma abbiamo ancora funzionanti i sistemi che si occupano della nostra sopravvivenza, e della performance che generiamo.

I risultati che ottieni nel mondo moderno non dipendono solamente da quanto sei ‘bravo’ o ‘intelligente’ ma anche da quanto sai funzionare in maniera allineate le tua parte razionale e la tua parte limbica.

E se vuoi iniziare a scoprire come si fa:

 

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Buon Business Coaching

 

[Brevissima nota introduttiva all’articolo: sono Simone Pacchiele e trovi qualcosa su di me qui. Da circa 15 anni insegno e faccio ricerca nel Coaching, dal 2011 sono docente in Università Bocconi sui temi della performance e dell’empowerment.

Ti aspetto nel Gruppo Coaching Italia per discutere di questi argomenti.

Buona lettura.]

 

Conosco tanti imprenditori che in un momento di crisi si sono rivolti ad un ‘business coach’ e hanno ricevuto consigli che li hanno portati a chiudere l’azienda di lì a poco.

E vedo un sacco di ‘aspiranti coach’ che dopo aver completato il percorso di Coaching base ‘si buttano’ sulla specializzazione in Business Coaching “perché nelle aziende girano più soldi.” 

 

A parte che non è vero. Nel senso che nelle aziende è MOLTO più complicato entrare a fare Coaching e, soprattutto se sono aziende che funzionano, l’imprenditore si aspetta competenze ben superiori a quelle dei due o tre moduli di Business Coaching che puoi fare in qualsiasi scuola.

Ma a parte questo, sono perplesso quando vedo l’approccio seguito spesso nella formazione dei futuri business coach.

Ne prendo uno a caso.

—–
Esercizio:

1. Il coach chiede all’imprenditore qual è la propria esigenza di business.

2 il coach attraverso uno schema che cerca di dare chiarezza, focus e azione aiuta l’imprenditore a definire le prossime azioni da fare in azienda.
——–

Anche nel caso che un neo-business coach riesca ad acquisire un imprenditore come cliente, in questi due punti ci sono delle presupposizioni che non funzionano e che molto preso porteranno coach e imprenditore a parlare del nulla nel migliore dei casi, o l’imprenditore a chiudere l’azienda nel peggiore.

Una di queste presupposizioni è che l’imprenditore SAPPIA qual è la propria ‘esigenza di business’.

Esempio: “Voglio più clienti”

(ti svelo un segreto: tutti gli imprenditori vogliono “più clienti” 😀 )

quando in realtà a volte accade che ogni nuovo cliente acquisito fa PERDERE soldi all’azienda perché non riesce a gestirlo o perché ha processi interni completamente inefficaci.

La seconda presupposizione è che l’imprenditore grazie alla ‘chiarezza’ abbia già internamente le risorse e le conoscenze per decidere le azioni più efficaci da fare.

E nel mondo reale quasi mai è così.

Risultato?

Il Coach che fornisce soluzioni a caso oppure motiva l’imprenditore a insistere su strade che immagina essere efficaci.

E un bagno di sangue per l’imprenditore che dopo pochi mesi e molti soldi buttati si convince che ‘il Coaching non funziona’.

Soluzione?

Imparare un sistema di Coaching che mette in grado l’imprenditore di acquisire informazioni, conoscenze e risorse senza ‘andare a caso’ e senza accanirsi su soluzioni inefficaci dall’inizio, e lo rende invece capace di muoversi nella direzione più efficace per lui.

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Cosa non è il Coaching

Cosa NON è il Coaching

Il Coaching NON è

  • camminare sui carboni ardenti o piantarsi tondini di ferro sullo sterno o fare altre cose possono far male fisicamente
  • un modo per risolvere i propri problemi psicologici o quelli degli altri
  • vendere corsi ad amici e parenti
  • un manuale scritto 40 anni fa sull’inner game che continuano a proporti come la Bibbia.
  • fare 4 video per diventare ricco su internet
  • una televendita di valigie per convincerti a fare un corso
  • diventare l’adoratore di qualche guru che pensi sia migliore di te
  • evangelizzare tutti quelli che conosci ad una nuova fede
  • entrare in un network marketing
  • ascoltare uno per ore mentre proietta slide powerpoint
  • un diploma da appendere al muro
  • inviare spam per vendere disperatamente qualcosa
  • un modo per motivare gli altri a fare cose che tu non vuoi fare
  • qualcosa che si impara solo in un corso
  • una neuroscienza teorica che non puoi applicare quando parli con il barista
  • un modo per approfittarti degli altri
  • una scusa per scappare via di casa nei fine settimana

Il Coaching è miglioramento misurabile dei risultati che si in grado di ottenere, e delle performancce.

E’ avere chiarezza e saper prendere decisioni.

E’ muoverso nella tua direzione con gli strumenti che hai, sapendo che potrai acquisirne altri.

Bisogna saperlo fare. Bisogna avere un insieme di strumenti per essere in grado di trasformare se stessi e gli altri.

Puoi impararlo nel gruppo Coaching Italia

e al ReSonance Start

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11 marzo a Milano
8 aprile a Verona
6 maggio a Bologna
13 maggio a Torino
30 giugno a Roma

 

 

Perché non hai ancora ottenuto i risultati che desideri?

Ho iniziato ad interessarmi della capacità di migliorare le performance a 20 anni.

Una ‘passione insana,’ all’inizio non legata ad uno scopo professionale – non ero un venditore, non ero un imprenditore. Ero uno studente universitario che al limite doveva prendere voti più alti agli esami e invitare ad uscire le ragazze.

Poi negli anni mi sono accorto che alcuni degli strumenti che conoscevo erano in grado di far ‘funzionare meglio’ i musicisti professionisti che conoscevo.

E poi mettevano me in grado di essere un musicista migliore.

E poi un venditore migliore.

E un consulente migliore nella multinazionale della consulenza in cui lavoravo.

E poi un imprenditore migliore.

Nello stesso tempo ero in grado di aiutare le persone intorno a me che facevano la stessa attività ad ottenere risultati molto migliori.

E oggi faccio questo con gli studenti della Bocconi, università in cui ho una docenza.

 

Nel frattempo, mi sono accorto anche che molte delle persone che avevano iniziato a studiare queste discipline del miglioramento nello stesso periodo in cui avevo iniziato io sono ancora nello stesso punto di partenza.

 

1. Seguono corsi.

2. Ottengono qualche risultato.

3. Poi non più.

4. Seguono un altro corso.

5. Andare al punto 1.

 

Ho la fortuna di lavorare oggi – e so di essere in una condizione privilegiata – con persone che hanno già successo e che vogliono averne ancora di più.

E hanno TUTTE una caratteristica in comune.

Conoscono il ReSonance 😉

O meglio: sanno entrare automaticamente in quella che nel ReS chiamiamo la loro ‘posizione di default’.

Ne hanno consapevolezza, anche se non saprebbero spiegarla a qualcun altro.

 

E poi fanno anche un’altra cosa.

 

Sanno distinguere molto bene tra ‘un mondo pieno di possibilità’ e quello che devono fare.

 

Tra le 10.000 idee che hanno in testa, e quella che, se si concentrano, sarà capace di portarle al livello successivo.

 

Questa gente non cerca maggiore conoscenza.

Cerca maggiori risultati.

 

E tu? 😉

 

Se hai 10.000 idee e non riesci a portare al successo nessuna è normale.

E’ la nostra mente che è programmata per funzionare così.

 

Per concentrarti serve lavorare in un modo diverso.

Ti aspetto nel Gruppo per parlarne.

E al corso ReSonance Start per insegnartelo 😉

 

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