No, la tua mente non può tutto (e lo dicono le Neuroscienze)

Brevissima nota introduttiva all’articolo, che ho scritto il 29 luglio 2019 sono Simone Pacchiele e trovi qualcosa su di me qui. Da circa 15 anni insegno e faccio ricerca nel Coaching, dal 2011 tengo corsi in Università Bocconi sui temi della performance, del Coaching e dell’empowerment.

Ti aspetto nel Gruppo Coaching Italia per discutere di questi argomenti.

Buona lettura

Nel mondo dello sviluppo personale e del miglioramento viene molto spesso utilizzato un approccio basato su un assunto fondamentale:

La tua mente comanda, le azioni che farai e i risultati che otterrai seguiranno.

Basta che tu sia in grado di visualizzare il risultato voluto. Dipende tutto da quello.

Devi crederci tanto.

Devi concentrarti e avere forza di volontà.

Ritrovi questo approccio ogni volta che leggi qualche libro o senti qualche guru parlare

del ‘Potere della mente’

che ‘la tua mente può tutto’

della ‘potenza della mente’

Del ‘mental coaching’

o quando qualcuno si riferisce alla mente come ‘il ponte di comando’ da cui dipendono i tuoi risultati.

Devo dirti lavoro con manager, sportivi, venditori, musicisti, imprenditori da 15 anni e QUASI MAI ho visto persone che seguivano questo approccio migliorare davvero nel lungo periodo.

Si, a volte un po’ di autostima in più nei giorni successivi al corso.

Ma una volta tornati a casa nel 99% dei casi tutto ritorna come prima.

E ovviamente, se le cose non vanno come il guru ti ha promesso è colpa tua che non ci hai creduto abbastanza.

In realtà tutte queste espressioni che riguardano quella che scherzosamente chiamo ‘la putenza della mente’ sono tutte figlie dello stesso approccio.

Un approccio basato sulle conoscenze di cui si disponeva 50-60 anni fa, chiamato nel mondo delle moderne Neuroscienze ‘teoria computazionale della mente’.

Ne ho parlato in una delle masterclass ReSonance tenute recentemente, ma – per sintetizzare – questo approccio è quello per cui i processi cognitivi che portano alla performance sono riconducibili alla mente.

TUTTO il coaching classico – quello che trovi in giro nei vari corsi, PNL etc – è basato su questo approccio: la mente è il ponte di comando che con i suoi algoritmi – i ‘programmi’ che gli dai – ti consente di ottenere migliori risultati.

In realtà le moderne Neuroscienze hanno scoperto che questo paradigma è totalmente errato, affermando che la mente ha un approccio limitato quando si parla di ottenere migliori risultati.

Adesso, ci sono DUE fatti che oggi conosciamo essere sicuramente veri:

– Non siamo mai stati istruiti su come si generano performance e risultati migliori 

– Quando generi performance lo fai coinvolgendo la componente somatica oltre quella mentale.

Non siamo stati abituati a pensare che la gran parte delle cose che ‘pensiamo’ in realtà non avvengono all’interno della nostra mente.

Abbiamo ‘cervelli multipli’ che lavorano tutti insieme – nello stesso momento – per farci ottenere i fantastici risultati che già otteniamo oggi.

Innanzitutto tutto questi cervelli pensano… che vuol dire:

Sentono
Comprendono il contesto
Creano significato
Decidono
Agiscono

Ma la VERA scoperta delle Neuroscienze moderne è che ABBIAMO UN CORPO che non è parte passiva nel processo di pensare, elaborare dati ed agire. Ma esiste e interagisce nel modo in cui generiamo performance.

Anche quelle performance che ci sembrano SOLO mentali, come prendere decisioni o scegliere una strategia di impresa, o progettare una macchina o fare un bilancio.

Il modo in cui siamo organizzati nel nostro corpo determina quali sono i risultati che siamo capaci di ottenere.

Questa è la base delle moderne teorie cognitive, ed è racchiudibile nel concetto di ‘capacità cognitive localizzate nel corpo’ o ’embodied cognition’.

Insomma il pensiero è un atto totale, che si basa ANCHE su come ci organizziamo somaticamente specialmente per quanto riguarda il ritmo e il senso equilibrio che abbiamo nel corpo.

E se generiamo performance con il nostro intero sistema mente-corpo allora è necessario lavorare sull’intero sistema mente-corpo per aiutare le persone a generare migliori performance.

E questo è quello che avviene nel ReSonance, in cui impari ad ottenere migliori risultati per te e per gli altri utilizzando tutte le tue risorse.

MenteCorpo (o Embodied Cognition, come viene chiamata in inglese) è la chiave della performance.

Esistono 7 miliardi di modi diversi in cui ci si può organizzare per raggiungere un obiettivo.

Perché ogni persone ha il proprio modo unico di utilizzare l’hardware comune a tutti (il corpo) con il software che ‘gira’ all’interno della propria mente E del proprio corpo.

Per questo è fondamentale che chi vuole migliorare le proprie performance e i risultati che ottiene scopra il suo modo unico, la sua combinazione specifica di come organizza hardware e software per fare in modo che il modo in cui sperimenta il mondo e si muove nel mondo sia quello più efficace possibile.

Alla fine se ci pensi… il tuo corpo è al centro di tutto quello che chiami esperienza. 

E’ lo strumento con cui senti e prendi le informazioni per prendere decisioni e agire.

Il tipo di filtri che hai nella tua mente e nel tuo corpo quando entrano dati sono fondamentali… perché se prendi dati sbagliati prenderai decisioni sbagliate.

Quello su cui porti l’attenzione quando prendi una decisione è fondamentale, ed è per questo che devi aggiornare i tuoi filtri ed il ‘sistema operativo’ che è alla base delle tue decisioni.

E questo devi farlo sia a livello mentale che a livello somatico.

Se ti interessa saperne lascia la mail qui sopra per ricevere aggiornamenti e entra nel gruppo Coaching Italia

Simone Pacchiele

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