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Come scegliere una Scuola di Coaching

Ciao e auguri di buona Pasqua da Simone Pacchiele, trainer della Scuola per Coach ReSonance!

Se stai pensando ad intraprendere un percorso di trasformazione personale e di Coaching, la più grande difficoltà è proprio quella di comprendere il valore dei diversi approcci e di ciò che trovi in rete e quali criteri utilizzare per la tua scelta.

Esistono decine di approcci diversi al Coaching. E centinaia di scuole e formatori, più o meno competenti fanno Coaching o vogliono insegnarti a fare Coaching.

Come puoi scegliere evitando di sprecare i tuoi soldi ma soprattutto il tuo tempo?

Continua a leggere perché qui sotto voglio darti alcuni consigli che conviene tenere presente quando scegli un corso di Coaching o un Coach, e che secondo me aumenteranno enormemente la possibilità di fare una scelta di valore – e per valore intendo non solo il rapporto qualità-prezzo ma anzi la capacità di aumentare i risultati che ottieni attraverso il Coaching.

 

1. LA CERTIFICAZIONE

Dal momento che il Coaching è una attività autoregolata non organizzata in ordini professionali, non esistono (direi fortunatamente) albi di Coach in Italia. In realtà il concetto di ‘albo’ è il residuo delle vecchie corporazioni: in nessun paese Europeo a parte l’Italia esistono albi professionali ed in Italia, pur non offrendo una garanzia di qualità del servizio, sono spesso causa di inefficienze di mercato, e maggiori costi per i consumatori.

Il Coaching, per fortuna, non prevede un ‘albo’.

L’unica ‘certificazione’ di Coaching che abbia valore legale è quella ai sensi della Legge 4/2013, che regola le discipline cosiddette non ordinistiche.

D’altra parte chiunque può alzarsi la mattina e dire di essere un Coach ai sensi della legge 4/2013, e dire di fare questo lavoro da vent’anni.

E se anche esistesse una certificazione ufficiale potrebbe ‘certificare’ molto poco perché il Coaching è una attività la cui qualità è difficilmente misurabile ex-ante: serve vedere i risultati effettivi che genera per le persone.

E spesso le scuole che insistono più sulla ‘certificazione internazionale’  e che si propongono come ‘filiale’ italiana delle più grandi associazioni di coach professionisti al mondo sono proprio quelle a proporre un approccio al Coaching vecchio di 50 anni e totalmente inefficace.

Per questo la certificazioni di Coaching collegata ad ‘associazioni di Coach’ non hanno senso: certificano criteri esteriori ex-ante ma non risultati concreti ex-post. È come giudicare una torta guardandola da fuori la vetrina senza poterla assaggiare.

Insomma

Chiunque può ‘fare Coaching da vent’anni’

Chiunque può aprire una associazione di Coaching che certifica semplicemente chi paga la quota di adesione…

Chiunque può provare a convincerti che lui è il più ‘figo’, il più bravo sulla base di fantomatiche certificazioni autoproclamate o anni di lavoro più o meno reali.

La verità è che in questo settore non esistono ‘certificazioni’ con un valore reale e legale superiore a quello della legge 4/2013. E tantomeno diplomi che certifichino una ‘competenza’ superiore.

Per scoprire se la scuola che vuoi seguire è valida prima di frequentarla, l’unica cosa che puoi fare è farti un’idea dagli articoli, dai video e dai contenuti rilasciati pubblicamente e, ancora meglio, incontrare per un caffè diversi studenti degli anni precedenti e chiedere a loro se si sono trovati bene, e perché.

E alla minima incongruenza percepita valutare bene un eventuale acquisto.

So che questo può prenderti un po’ di tempo, ma la mia idea è che è meglio indagare bene prima piuttosto che accorgersi di aver sprecato dei soldi troppo tardi.

Inoltre se vuoi farmi domande a cui risponderò PERSONALMENTE su questo o qualsiasi altro aspetto del Coaching chiedi pure nel gruppo facebook Coaching Italia.

Sono (e siamo, con tutti i responsabili regionali della Scuola per Coach ReSonance) a tua disposizione per fugare qualsiasi dubbio sul Coaching.

 

2. RICONOSCERE ED EVITARE GLI IMITATORI SENZA SOSTANZA

Pagheresti qualcuno e ti affideresti a lui per cambiare la tua vita e la tua professione, sapendo che tutto ciò che scrive è copiato da altri?

Pagheresti qualcuno che ti dice che ti darà determinate cose ma in realtà ciò che offre è una copertura per le solite nozioni trite e ritrite che hanno una scarsa efficacia?

Te lo chiedo perché voglio evitarti delusioni.

Per esempio, c’è una scuola di Coaching del centro Italia e che organizza corsi in diverse città italiane che da almeno un anno (quando ce ne siamo accorti) copia ripetutamente e spudoratamente gli articoli, le campagne pubblicitarie e le pagine della Scuola per Coach ReSonance.

Alcuni anni fa abbiamo introdotto, per primi, alcune idee innovative ed un nuovo tipo di linguaggio nel Coaching italiano.

Un approccio al Coaching non motivazionale, come prima cosa.

Credo di essere stato il primo in Italia, almeno otto anni fa, a spiegare esplicitamente perché i corsi motivazionali di Coaching non funzionano, e ad introdurre un metodo di lavoro diverso, il ReSonance.

Adesso molti parlano di come i corsi motivazionali non funzionano, salvo poi insegnare la motivazione in aula.

Poi con il ReSonance abbiamo introdotto l’idea di trasformazione contrapposta a quella di cambiamento.

Ah… e si, è nostro anche l’articolo Coaching Confusione (titolo in realtà scelto perché mi piaceva la ripetizione delle prime due sillabe delle parole, ma che evidentemente ha colpito nel segno visto che è stato ripreso da più parti).

Frasi come:

– ‘prendere il controllo della propria vita personale e professionale’
– ‘essere e te stesso al meglio’
– ‘generare risultati maggiori con uno sforzo minore modificando la tua attenzione, piuttosto che motivarti’
– avere un senso di direzione chiaro e definito per scegliere con sicurezza cosa prendere e cosa lasciare

So che apparentemente sono solo parole, ma queste parole, quando sei nell’aula al corso, implicano una tecnologia di lavoro con le persone davvero unica, il ReSonance.

Che non è una accozzaglia di cose messe lì a caso. E’ un protocollo di lavoro specifico e molto, molto preciso per condurre le persone a percepire un senso di possibilità ed una capacità di agire molto più grande di prima.

Teniamo da 8 anni corsi in Università Bocconi, con gruppi di manager e venditori, con atleti olimpici e musicisti concertisti di alto livello. E anche con ‘persone normali’ che hanno bisogno di aumentare la propria chiarezza e di migliorare le performance e i risultati che ottengono.

Leggere le mie parole copiate da altri fino a poco tempo fa mi faceva sorridere: si dice che la copia è la forma più alta di ammirazione, ed io sono abbastanza convinto di questo.

Ad un certo punto però ho iniziato a pensare che il vero problema non è quello della copia, che in realtà qualifica la Scuola per Coach ReSonance ulteriormente agli occhi di un lettore appena attento.

In realtà il vero problema è la confusione che l’utilizzo dello stesso linguaggio copiato di sana pianta può generare in chi legge: quella di aspettarsi un lavoro basato davvero su un sistema innovativo e non sulla solite sulle solite tecniche e strategie che vengono utilizzate nel Coaching da almeno 40 anni. Un po’ di ‘ruota della vita’ (un vecchio esercizio del Coaching anni ’70), un po’ di autostima, un po’ di motivazione, un po’ di PNL. Ed è fatta.

Insomma in questo mondo spesso si copia il linguaggio (ed è ovvio che non possa che essere così).

Peccato che i contenuti siano i soliti, con l’aggravante di dissimularli dietro un linguaggio innovativo.

Il rischio è che le persone pensino poi che qualcosa di realmente innovativo nello sviluppo personale e nel Coaching non esista, e smettano di cercarlo.

Spero che tu, se sei interessato sul serio al Coaching, non sia fra queste.

 

3. LA COERENZA DEL TRAINER

Cerca di capire chi è davvero quella persona, al di là di quello che dice o fa.

Ti propone un corso di Coaching innovativo ed in cui  a parole si scaglia contro gli approcci motivazionali al Coaching e poi nel programma del corso parla di aumentare la motivazione, e le foto sul sito mostrano un gruppo di quarantenni in giacca e cravatta che fanno ‘il trenino motivazionale’ come un gruppo di mariti in libera uscita che la notte di Capodanno cantano ‘Meu amigo Charlie Brown’?

Vuole insegnare la consapevolezza e quando parla ti trasmette l’idea che è rigido e poco spontaneo e sembra sempre che stia recitando un personaggio?

Vuole insegnarti a fare più soldi e vive a casa con la mamma perché non può permettersi di andare a vivere da solo?

Si proclama un guru dell’autenticità in grado di farti ottenere risultati sulla misura della persona che davvero sei e poi due righe dopo ti parla della trita e ritrita “motivazione”, degli “obiettivi”, di “allontanare i pensieri negativi”, di “aumentare la motivazione” oppure insegna qualsiasi cosa dal benessere fisico, a quello finanziario, a quello relazionale?

Qui c’è poca sostanza, ed è probabile che ti trovi davanti ad una persona che in aula ti riproporrà sempre le stesse chiacchiere fumose che non funzionano.

Perché il lavoro fatto sull’autenticità ed il senso di direzione nulla ha a che fare con le tecniche anni 80 volte a far credere alla persone che tutto è possibile invece che a guidarle in un percorso di consapevolezza.

Cosa insegnava 2 anni fa questa persona? E 5 anni fa? E 10 anni fa? Diceva cose totalmente diverse da quello che ti insegna ora? E’ coerente in tutti i ‘pezzi’ della sua comunicazione o quello che scrive e dice sembra un collage di storie diverse messe insieme solo per tirare un colpo al cerchio ed uno alla botte?

La coerenza è TUTTO nella formazione.

Le persone possono insegnare solo quello che SONO e la trasformazione viene da questo non dal tipo di trucchetto o di tecnica che insegnano. Il fatto è che è semplice scrivere la pagina di vendita di un corso. E scegliere un posizionamento che si rivolga a delle persone o ad altre sulla base di come tira il vento e di cosa ‘vende’ di più in quel momento.

E c’è una differenza sostanziale fra il lavorare sulla trasformazione o sul cambiamento, fra il cercare di “pompare le persone” con la motivazione oppure farle evolvere scegliendo una direzione…

Implica usare ‘tecnologie’ diverse e fare un lavoro con le persone totalmente diversi che non puoi improvvisare nel tempo di cambiare di abito con cui presentarti al pubblico.

Perché al di là del marketing o delle parole richiede una sensibilità che si costruisce in anni, e non nel tempo di scegliere (o di farsi scegliere da qualcun altro) un posizionamento di marketing.

 

4. NUMERI OCEANICI E ‘EVENTI’ CON PERSONAGGI FAMOSI

C’è poco da fare. Per quanto il trainer sia bravo e coinvolgente, se sei in aula con 700 persone è difficile che riuscirai ad apprendere qualcosa che vada oltre quello che puoi imparare in un libro.

A questo punto risparmia i tuoi soldi.

So che è bello stare insieme a tante persone in un aula perché c’è anche l’effetto folla che emotivamente può esaltare.

So che è bello stare a sentire l‘atleta famoso, l’imprenditore di successo e il Coach americano.

Ma se lo vedi da cento metri di distanza per quelle due ore è esattamente come se lo vedessi in TV (anzi peggio, perché almeno in TV lo vedi inquadrato bene).

Cosa pensi che ti di dirà di così sconvolgente da quella distanza e con altre mille persone che lo ascoltano?

Te lo dico io: ripeterà lo stesso script che ripete ogni volta per tutti. Tu sarai felice magari (giustamente) di averlo potuto vedere dal vivo.

Ma questo non ha NIENTE a che vedere con la tua trasformazione o la tua capacità di ottenere risultati migliori.

Ma appunto l’emozione e la motivazione del momento così come si comprano con poco, durano anche poco. Lavorare sulla parte trasformativa richiede un gruppo di persone più piccolo, dove il trainer può lavorare con te direttamente ed osservarti nelle giornate di corso, facendo un “lavoro su misura” ed insegnandoti a lavorare con le persone ad uno ad uno, perché all’inizio della tua eventuale attività di Coaching ti sarà chiesto di saper affrontare le questione poste da un individuo e non di una folla di 700 persone.

 

5. CHI SONO I “COMPARI” DEL TRAINER

In questo settore del Coaching c’è un po’ di tutto. La persona valida e l’improvvisato. A volte alcuni usano la strategie di ‘fare gruppo’ e di organizzare eventi simili a lunghi spot pubblicitari dove a fronte di un corso di entrata basso ognuno va lì e presenta le proprie merci ed i propri corsi.

Strategia ottima per vendere.

Ma per capire il valore della persona a cui stai affidando i tuoi soldi ed il tuo tempo, è molto importante anche valutare chi si sta associando il tuo futuro trainer.

A chi sta mettendo vicino la sua faccia? Lo sta facendo per opportunità o perché crede davvero che il suo partner temporaneo sia davvero un complemento al suo lavoro che può aggiungere valore al TUO apprendimento?

Fa parte di una cricca di sedicenti “più fighi del mondo, noi abbiamo la verità e gli altri sbagliano” oppure opera da solo o in collaborazione con altre persone serie che hanno anni di esperienza e dimostrata efficacia alle spalle, con abilità complementari alle sue?

Ecco secondo me queste sono le cose che devi guardare prima di scegliere un corso di Coaching.

Però posso dirti da subito che ho progettato i corsi di Coaching della Scuola per Coach ReSonance in modo tale da ‘superare’ questi cinque criteri che ti ho dato, che per me sono importantissimi.

Tra l’altro nel percorso in weekend puoi iscriverti ad un solo weeend per sperimentare l’efficacia del Coaching ReSonance e solo dopo decidere se iscriverti all’intero percorso.

Se ancora non l’hai fatto dagli un’occhiata:

C’è la versione in weekend a Roma oppure a Milano (clicca qui per leggere)

oppure il

Corso Intensivo di Coaching Professionale

A presto!

Simone